Lega nella bufera sul caso Savoini e fondi dalla Russia

Redazione

Lega nella bufera sul caso Savoini e fondi dalla Russia

Un audio pubblicato da BuzzFeed ha riportato in primo piano i rapporti del Carroccio con Mosca. E ha fatto sorgere il sospetto di finanziamenti segreti. Salvini annuncia querele, ma non vuole riferire in parlamento.

10 Luglio 2019 21.24
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Un audio pubblicato dal sito web americano BuzzFeed ha riportato in primo piano i rapporti della Lega con la Russia di Vladimir Putin. E ha fatto sorgere il sospetto di finanziamenti segreti provenienti da Mosca e diretti al partito di Matteo Salvini, come anticipato da L’Espresso qualche mese fa.

(qui il video completo)

L’INCONTRO ALL’HOTEL METROPOL DI MOSCA

Protagonista della registrazione, che risale al 18 ottobre 2018, Gianluca Savoini, leghista di lungo corso e presidente dell’associazione Lombardia-Russia. Savoini, assieme ad altri due cittadini italiani non identificati (Luca e Francesco, il secondo forse un avvocato), si è intrattenuto per un’ora e un quarto all’Hotel Metropol di Mosca con tre cittadini russi che, secondo BuzzFeed, sarebbero «figure governative di alto livello». Al centro della riunione strategie sovraniste contro l’Unione europea e affari legati al petrolio.

IL PD CHIEDE DI RIFERIRE IN PARLAMENTO

Ma c’è di più. Perché nella registrazione ottenuta da BuzzFeed, che non ha rivelato la sua fonte, si sente Savoini discutere nei dettagli un accordo illegale e destinato a rimanere segreto per finanziare le campagne elettorali della Lega. Lo scopo sarebbe stato quello di far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega, ma non è chiaro se l’intesa sia mai andata in porto e se il Carroccio abbia effettivamente ricevuto dei soldi oppure no. «Mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka dalla Russia», ha detto Salvini, annunciando querele. Il Pd ha chiesto che il leader della Lega riferisca alle Camere sulla vicenda.

L’EPITETO DI «TRUMP EUROPEO»

I fatti dell’Hotel Metropol risalgono ai giorni della visita di Salvini da vicepremier a Mosca, per incontrare degli imprenditori. «In Russia mi sento a casa mia, mentre in alcuni Paesi europei no», aveva detto il 17 ottobre. Il 18, prima di ripartire per l’Italia, aveva postato una foto su Twitter dall’aeroporto della capitale russa. Savoini, che nella registrazione parla in inglese, racconta ai suoi interlocutori che «a maggio ci saranno le elezioni in Europa e vogliamo cambiarla. Una nuova Europa deve essere vicina alla Russia, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità». E ancora: «Salvini è il primo che vuole cambiare l’Europa insieme ai nostri alleati», come austriaci e ungheresi. Il vicepremier viene lodato anche dai russi presenti alla riunione, che lo definiscono «il Trump europeo».

DI MAIO PRENDE LE DISTANZE

Dalla geopolitica si passa agli affari e, sempre secondo BuzzFeed, in altri passaggi audio della conversazione che non sono stati pubblicati spunterebbe una percentuale del 4% su una grossa fornitura di petrolio da una grande compagnia russa all’Eni, per stornare fondi con cui finanziare la Lega. L’azienda di San Donato ha smentito ogni coinvolgimento e qualsiasi ruolo nel caso. Ma la polemica politica è montata ugualmente. Il leader del M5s, Luigi Di Maio, prima ha cercato di scherzare: «Meglio Putin che i petrolieri». Poi ha preso le distanze: «Sempre più orgoglioso del M5s. Noi abbiamo sempre ricevuto risorse solo dalle donazioni volontarie».

SAVOINI: «I SOLDI DOVE SONO?»

Le domande senza risposta sono tante. A che titolo Savoini ha “trattato” con i russi? Chi ha registrato la conversazione e chi l’ha diffusa? E perché proprio adesso e non prima delle elezioni europee? Il caso ricorda lo scandalo Strache, il leader dei sovranisti austriaci costretto a dimettersi dopo che un video aveva rivelato la sua disponibilità a favorire azienda russe in cambio di finanziamenti per la Fpo. Ma secondo fonti parlamentari della Lega non ci sarebbe «nulla da riferire» alle Camere. E il ruolo di Savoini viene ridimensionato così: «Parla a nome suo, non tratta né ha mai trattato la raccolta fondi del partito». Mentre l’interessato ha liquidato la questione così: «Conosco Salvini da 25 anni, ma non sono l’emissario della Lega in Russia. I soldi dove sono? Non ci sono. Nessuno di quelli citati nell’articolo ha portato un rublo alla Lega».

SALVINI LO SCARICA

Nella serata del 10 luglio, nonostante i 25 anni di conoscenza, Savoini è stato infine platealmente “scaricato” dal leader della Lega. Parlando con i giornalisti che lo incalzavano sulla possibilità di agire legalmente contro il presidente dell’associazione Lombadia-Russia, Salvini ha infatti risposto che «da segretario del partito farò tutto quello che devo fare». Savoini, insomma, avrebbe agito in proprio. Tanto da far dire al vicepremier: «Non ho mai chiesto alcunché, né chiesto di chiedere alcunché, né avuto alcunché».

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