Russiagate: Meranda non risponde ai pm

L'avvocato, presente alla riunione all'Hotel Metropol di Mosca, non aveva escluso la partecipazione di un quarto italiano al tavolo russo. Indagato anche Vannucci.

18 Luglio 2019 11.28
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Prosegue l’inchiesta della procura di Milano sui presunti finanziamenti russi alla Lega. I pm, il 18 luglio, hanno convocato per l‘interrogatorio Gianluca Meranda, l’avvocato romano indagato con l’ipotesi di corruzione internazionale assieme a Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia. Meranda, rimasto per circa un’ora e mezza nella caserma della Guardia di Finanza di via Fabio Filzi a Milano, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel frattempo, anche Francesco Vannucci, l’ex bancario che ha raccontato di essere stato presente all’incontro all’hotel Metropol di Mosca, è finito indagato.

MERANDA PERQUISITO DALLA GUARDIA DI FINANZA

Meranda ha subito una perquisizione il 17 luglio da parte della Guardia di Finanza, che gli ha consegnato l’avviso di garanzia. E prima di essere convocato dai pm, parlando con la stampa, non ha escluso la presenza di un quarto italiano all’Hotel Metropol di Mosca: «Non confermo e non smentisco. Ci sono indagini pendenti».

LA RIUNIONE ALL’HOTEL METROPOL

Alcune fotografie pubblicate su Facebook fanno pensare che a Mosca, il 18 ottobre 2018, ci fosse anche Claudio D’Amico, consigliere del vicepremier Matteo Salvini per le attività strategiche di rilievo internazionale. D’Amico non risulta finora indagato.

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