Il no leghista a von der Leyen rovina i piani di Bono

L'ad di Fincantieri, vicino a Salvini, aveva lavorato per portare alla Concorrenza Ue un italiano "amico". Il mancato appoggio del Carroccio alla candidata tedesca l'ha spiazzato e mandato su tutte le furie. Intanto dopo la rinuncia di Giorgetti, alla corsa europea si prepara Moavero Milanesi.

19 Luglio 2019 09.48
Like me!

Traffici febbrili intorno al nome del candidato italiano per la Commissione Ue ma soprattutto per la sua destinazione. Si scoprono così due cose. La prima è che l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, uomo dotato di vaste relazioni internazionali, ha lavorato e sta ancora lavorando alacremente per riuscire a far ottenere all’Italia il “dicastero” della Concorrenza. Non per patriottismo, sia chiaro, ma per interesse aziendale: Fincantieri, infatti, pur avendo da tempo acquisito il controllo della francese Stx, sta ancora aspettando che la direzione generale Competition di Bruxelles faccia la sua istruttoria per dare il via libera.

LEGGI ANCHE: L’imbarazzo di Bono nella morsa delle due donne forti di Fincantieri

BONO SPIAZZATO DAL MANCATO APPOGGIO LEGHISTA A VON DER LEYEN

Ora, ha pensato Bono, se la poltrona che negli uomini cinque anni è stata ad appannaggio della danese Margrethe Vestager, dovesse finire nelle mani di un italiano, e per di più un italiano amico – e qualunque leghista sarebbe andato bene, considerati gli ottimi rapporti personali con Matteo Salvini (se Bono è stato riconfermato ad lo deve al leader della Lega) – il gioco è fatto. Ma il mancato appoggio della Lega (al contrario dei 5 stelle) all’elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue, ha spiazzato l’amministratore delegato di Fincantieri.

Il vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

LE DICHIARAZIONI DI FUOCO DELL’AD DI FINCANTIERI

Ed è per questo che l’irascibile Peppino Bono si è lasciato andare, intervenendo all’assemblea di AssArmatori, a dichiarazioni di fuoco riassunte nella frase: «L’Europa è diventata la nuova Unione Sovietica». Più specificatamente, Bono ha sostenuto che «la direzione concorrenza della Commissione europea andrebbe abolita», anche perché «le interpretazioni tecnico-giuridiche delle commissioni sono molto lontane dalla necessità reali del sistema economico e in particolare dell’industria. Le regole europee che ci siamo dati ci impediscono di competere sullo scenario internazionale».

LA CORSA (A OSTACOLI) DI MOAVERO MILANESI VERSO BRUXELLES

La seconda cosa che si scopre rovistando tra i gossip europei, è che, vista l’ormai certa rinuncia di Giancarlo Giorgetti e di qualunque altro leghista alla corsa europea, a prepararsi per la bisogna è l’attuale ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Contando sul vuoto che si è venuto a creare, e anche sulla sempre più probabile crisi di governo, Moavero vuole tentare il colpo gobbo. A Bruxelles le sponde non gli mancano, a Roma un po’ meno.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *