Legge elettorale salva Lega

Redazione
22/08/2012

Il tira e molla infinito tra i partiti sul rebus della nuova legge elettorale pare aver trovato una soluzione sotto...

Legge elettorale salva Lega

Il tira e molla infinito tra i partiti sul rebus della nuova legge elettorale pare aver trovato una soluzione sotto l’ombrellone.
E così, dopo la sequela di appelli firmati Giorgio Napolitano per riforme rapide, il trio Abc Alfano-Bersani-Casini ha raggiunto un’intesa estiva.
Il Porcellum è stato accoppato tra un anticiclone e l’altro.
«Non c’è bisogno di vedersi, ci sono i telefoni, le mail…», hanno sussurrato gli uomini impegnati nella trattativa.
MERCOLEDÌ 29 AL SENATO. Adesso è probabile che mercoledì 29 agosto si possa arrivare alla riunione del comitato ristretto, al Senato, con una bozza che preveda il premio di maggioranza del 15 per cento al primo partito e un meccanismo misto di collegi e liste bloccate.
MEDIAZIONE TRA PD E PDL. La mediazione agostana ha permesso di far cadere i paletti soprattutto tra Popolo della libertà e Partito democratico: un doppio sacrificio per risolvere la questione intricata.
L’accordo è stato confermato dal vicesegretario dei democratici Enrico Letta.
PREMIO DI PARTITO DEL 15%. Bersani ha rinunciato al premio alla coalizione cedendo alla richiesta del Pdl di un premio al primo partito che però, è la conditio del leader Pd, deve essere del 15 per cento.
COLLEGI 2/3 E LISTE BLOCCATE 1/3. Berlusconi, dal canto suo, ha dato il via libera, nonostante le pressioni degli ex Alleanza nazionale per le preferenze, ai collegi (che non dovrebbero essere uninominali), anche se resterà una quota, intorno al 30 per cento, di liste bloccate.
CLAUSOLA SALVA-CARROCCIO. La nuova legge prevede poi uno sbarramento: entreranno in parlamento i partiti che superano il 5 per cento su base nazionale o l’8 per cento in almeno tre Regioni, clausola che è già stata ribattezzata ‘salva-Lega’ visto che il fortino elettorale del Carroccio, nonostante l’emorragia di voti degli ultimi mesi, resta al Nord.
Un paradosso quasi inspiegabile: la maggioranza eterogenea che appoggia Monti ha avuto un pensiero per i vituperati colleghi padani.

Appena sarà ultimata, via alla campagna elettorale da solisti

Tra un cavillo e l’altro si respira già aria di campagna elettorale.
Anche in parlamento lo sanno: non appena sarà ultimata la riforma, parte senza pietà la bagarre che conduce dritti a votare.
SUGGESTIONE VOTO A NOVEMBRE. Perché, a quel punto, è stata l’analisi fatta anche da Roberto Formigoni al meeting ciellino di Rimini, in ogni momento è possibile andare alle urne.
Elezioni anticipate già a novembre? Scenario discusso a lungo ma difficile, anche se soprattutto nel Pd non mancano i fan: i segnali, spread incluso, lasciano sperare in una ripresa e Berlusconi, che da settembre lancerà il rilancio del Pdl, sembra ancora contrario a bruciare le tappe.
OGNI PARTITO GIOCHERÀ PER SÉ. Di sicuro, se ci sarà il premio di maggioranza al partito, sarà una campagna elettorale di solisti, dove ogni partito giocherà per sé.
Le alleanze si definiranno solo dopo lo scrutinio dell’ultima scheda.
L’UDC E L’IDEA DI UNA COALIZIONE CON MONTI. Situazione che fa gioco soprattutto all’Unione di centro, potenziale ago della bilancia che fino all’ultimo tiene aperta, come prima opzione, la possibilità di ricreare una grande coalizione guidata da Mario Monti.
LARGHE INTESE, UN «NO» A PAROLE. E le larghe intese? Se il Cav non le esclude, Bersani non ne vuol neanche sentir parlare.
Ma il pericolo inciucione non è ancora da considerare sventato.