Legge sul fine vita, Cappato: «La Lombardia non giri la testa dall’altra parte»

Redazione
05/02/2024

Terminata l'audizione dei promotori del disegno di legge in Regione. La decisione sull'ammissibilità della norma spetta all'Ufficio di presidenza. «Ci auguriamo un pronunciamento unanime», ha fatto sapere il Pd lombardo. Garavaglia di Fratelli d'Italia: «Siamo per la cultura della vita».

Legge sul fine vita, Cappato: «La Lombardia non giri la testa dall’altra parte»

Nuovo step per i promotori del disegno di legge sul fine vita in Regione Lombardia. Con la solita determinazione di Marco Cappato nel portare avanti il provvedimento sostenuto dal comitato Liberi Subito. Il testo, dopo essere stato depositato giovedì 18 gennaio in Consiglio regionale accompagnato da 8.181 firme, passa ora sotto il vaglio dell’Ufficio di presidenza. Entro il 12 febbraio dovrà pronunciarsi sull’ammissibilità del progetto di legge. Cappato ha commentato così l’audizione del 5 febbraio: «Spero che la Lombardia non voglia girare la testa dall’altra parte di fronte al problema di persone afflitte da patologie irreversibili con sofferenze insopportabili e che chiedono, e che è già un loro diritto, di essere aiutate a vivere la vita senza soffrire». Così il copione di una legge regionale sul fine vita prova la strada dell’approvazione locale dopo il caso del Veneto. L’iter per la legge di iniziativa popolare prosegue anche in Piemonte, Abruzzo ed Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia. Per Cappato «questa polemica su quelli che sono per la vita o per la morte è una polemica che non riguarda il testo di questa legge che chiede tempi e procedure certi invece dell’attuale arbitrio assoluto nelle risposte ai malati». L’ufficio di presidenza «ci ha ascoltati ma non si sono sbilanciati in quelle che saranno le scelte. Vogliamo attestarci sull’ipotesi migliore e anche corrispondente alle regole. Perché questa proposta di legge è ammissibile, come hanno constatato altre Regioni, e non va a toccare chi ha diritto o meno all’accesso alla morte volontaria, ma semplicemente quali sono i modi, i tempi e le procedure per farlo», ha concluso il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Garavaglia di Fratelli d’Italia: «Siamo per la cultura della vita»

No al progetto di legge del capogruppo di Fratelli d’Italia in Lombardia, Christian Garavaglia: «La proposta del comitato Liberi Subito, sostenuto dall’Associazione Luca Coscioni e che ha lanciato una raccolta firme sul suicidio assistito in quasi tutte le regioni italiane, compresa la Lombardia, va esaminata sotto due punti di vista: quello politico e culturale ma, nel contempo, quello giuridico. Soltanto lo Stato può dirimere una questione così delicata senza che rimangano zone d’ombra. Siamo per la cultura della vita, contro ogni deriva che invoca quella che conduce alla morte». Più “aperturista” il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: «Sul fine vita personalmente anche io, come il governatore Zaia, voterei a favore ma sulle questioni etiche a ognuno deve essere garantita piena libertà e pertanto ritengo non debbano esserci rigide discipline o diktat di partito». Sì da parte del Pd lombardo: «Ci auguriamo un pronunciamento unanime da parte di tutto l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale circa l’ammissibilità, come sta avvenendo in altre regioni italiane», ha dichiarato il capogruppo dem Pierfrancesco Majorino.

Legge sul fine vita, Cappato: «Lombardia non giri la testa dall'altra parte»
Il consigliere regionale Christian Garavaglia.