Le tensioni Russia-Ucraina dopo il varo della legge marziale

Le tensioni Russia-Ucraina dopo il varo della legge marziale

27 Novembre 2018 09.42
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Per il Cremlino l'imposizione della legge marziale in Ucraina costituisce una minaccia per il Sud Est del Paese e pone il rischio di una escalation del conflitto. Il portavoce russo Dmitri Peskov, citato dalla Tass, ha sottolineato che «a breve» Vladimir Putin ha in programma di rendere nota la sua posizione sull'incidente nello stretto di Kerch ma che comunque sarebbe un errore «sottovalutare queste provocazioni». Il Cremlino non vede «nessuna necessità» di negoziati diretti fra il presidente russo e l'omologo ucraino Poroshenko. «È evidente che il presidente ucraino Petro Poroshenko al momento non ha chance di vincere le elezioni, forse nemmeno di arrivare al ballottaggio. E dunque, magari per ottenere certi vantaggi politici per il presidente attuale, hanno intrapreso questa provocazione», ha detto il premier russo Dmitri Medvedev.

LA RUSSIA RESPINGE L'OFFERTA DI MEDIAZIONE FRANCO-TEDESCA

Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha rifiutato ogni mediazione riguardo alla crisi con l'Ucraina, dopo un incontro a Parigi con il collega francese Jean-Yves Le Drian. «Non vedo la necessità di alcun tipo di mediatori», ha detto Lavrov, dopo che il ministro tedesco Heiko Maas aveva suggerito che Germania e Francia potessero contribuire a trovare una soluzione tra Mosca e Kiev. Lavrov ha affermato che per scongiurare altri incidenti di questo tipo gli alleati occidentali dell'Ucraina dovrebbero inviare un «segnale forte» a Kiev a fermare ogni «provocazione». Il ministro russo ha ribadito che sono stati gli ucraini a provocare lo scontro del 25 novembre al largo della Crimea, perché le loro navi sono entrate in acque russe senza autorizzazione.

L'UE VALUTA NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA

Da parte sua Ue ha reso noto che sta valutando nuove sanzioni verso la Russia e ha invitato tutte le parti alla «massima moderazione per un allentamento» della tensione dopo quanto avvenuto nel mar d'Azov. Insieme con il messaggio un portavoce della Commissione europea ha espresso grande preoccupazione per la situazione. Secondo quanto spiegato, prosegue il lavoro in seno all'Unione per valutare l'eventualità di aggiungere persone o entità alla lista nera che vieta i viaggi e prevede il congelamento dei beni per le pressioni della Russia sull'Ucraina.

PUTIN CHIAMA MERKEL PER IMPEDIRE «DECISIONI AFFRETTATE» DI POROSHENKO

Il servizio stampa del Cremlino ha poi reso noto che nella tarda serata del 26 novembre Putin ha parlato al telefono con la cancelliera tedesca Angela Merkel chiedendo alla Germania di esercitare pressioni sulle autorità ucraine e impedire loro di «prendere decisioni affrettate». Il presidente russo, hanno riferito le stesse fonti, ha addossato a Kiev «la piena responsabilità» di quanto accaduto nello stretto di Kerch.

KIEV: «CI ASPETTIAMO CHE I PARTNER TEDESCHI INVIINO NAVI UE E NATO»

Una richiesta a Berlino è arrivata anche da Kiev. Il ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin, ha chiesto aiuto alla Germania per avere la disponibilità delle navi militari della Ue e della Nato per un pattugliamento dei luoghi teatro della nuova crisi con la Russia. «Ci aspettiamo dai partner tedeschi che le navi della Marina della Ue e della Nato siano messe a pattugliare il Mar Nero e il Mar d'Azov per prevenire operazioni militari russe», ha detto in una dichiarazione a Bild in edicola il 27 novembre.

DUE MARINAI UCRAINI CONDANNATI A DUE MESI DI CARCERE

Nel frattempo un tribunale di Simferopoli, in Crimea, ha disposto l'arresto, fino al 25 gennaio 2019, per due marinai della Marina militare ucraina con l'accusa di «aver attraversato illegalmente il confine» russo «con l'uso o la minaccia di usare violenza». A Simferopoli è in corso l'udienza sul futuro dei marinai ucraini fermati e oggi è previsto che siano trattati 12 casi su 24. La pena massima prevista per il crimine contestato è di sei anni di carcere.

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