L’epopea di Scilipoti l’uomo della fiducia

Fabrizio D'Esposito
18/12/2010

Nessuno tocchi l'ex dipietrista che ha salvato Berlusconi.

A parte la neve su Roma, che cosa resta della fatidica settimana della fiducia scavallata? Di sicuro la scia di Scilipoti. Dell’elmo di Scilipoti si è cinta la testa la maggioranza del centrodestra. L’ex dipietrista sosia di Danny De Vito, nell’altezza, nel peso e nella calvizie, è il simbolo del naufragio mancato di Silvio Berlusconi.
Domenico Scilipoti detto Mimmo, ginecologo e agopunturista, ha scolpito frasi memorabili per annunciare il sì alla fiducia del Movimento di responsabilità nazionale (Mrn), fondato con due ex democratici, Bruno Cesario e Massimo Calearo: «La nostra scelta è dolorosa, traumatica, rivoluzionaria, al di là del limite della comprensione del Paese e del Parlamento». Poi, alla prima chiama del voto, non è apparso: era in bagno a fare la pipì.
Ma ogni dì la Scilipoteide si gonfia di parole ed eventi. Lo show da mattatore e da matto vero a un Giorno da pecora su Radio2 e interviste a getto continuo. Un piccolo vulcano da cui erutta la prevalenza del popolo sugli interessi di bottega e di maglietta. Scilipoti ama il popolo e il popolo ama Scilipoti. Scilipopolo. «Il popolo vuole fatti concreti, non le chiacchiere del politichese. La situazione è pesante, ne parlo ogni ora con Bruno e Massimo». Ossia, gli altri due coleader e cofondatori del Mrn.
Scilipoti cura il popolo perché prima di essere stato dipietrista è stato un socialista saragattiano del fu Partito socialista democratico italiano (Psdi): «Da vero socialista, capisco quando arriva il momento di abbandonare il partito e schierarmi con il popolo. Quello che conta non è portare il cervello all’ammasso e fare i soldatini senza discutere».
Scilipoti è socialista vero ma anche un cartesiano olistico: «Ho fondato il movimento che è non solo agopuntura o medicina non convenzionale. C’è anche la questione di banche e dell’etica. Cerchiamo di applicare il meccanicismo cartesiano con il dovuto rispetto per la terra madre e l’essere vivente». Ma non tutti rispettano l’essere vivente Scilipoti. Sono cinque giorni che si è scatenata la caccia allo Scilipoti, safari politico-giornalistico degli ex amici del parlamentare proveniente dalla provincia di Messina. «Mi stanno massacrando. Fango, solo fango. Mi hanno accusato di aver preso soldi, di collusioni con la ‘ndrangheta, domani diranno che sono implicato nell’attentato alle Torre Gemelle dell’11 Settembre».
Scilipoti capro espiatorio della rabbia di chi non è riuscito a far cadere il Sultano del Bunga Bunga. «Ci sono consorterie che con le loro campagne mediatiche possono portare anche al suicidio. In passato è successo». Macchine del fango né di centro, né di destra. Dal trattamento Boffo al trattamento Scilipoti.
Ma Scilipoti resiste. Da socialista e da cattolico. A Natale manderà soldi a un asilo brasiliano di Bahia per bambini poveri e farà doni essenziali e utili: un foulard per la moglie, un cappottino per la figlia e un paio di pantaloni per il figlio. La sua esistenza adesso oscilla tra San Giuseppe e Silvio l’Unto del Signore: «San Giuseppe ha avuto il compito più difficile, comprendere qualcosa che era impossibile da comprendere»; «Se contro Berlusconi hanno usato la stessa tecnica che usano contro di me, allora è possibile che sia un perseguitato».
Fino a quando proseguirà il grande complotto contro Scilipoti? Tra le sue centinaia di interrogazioni, chiede anche la soppressione del museo lombrosiano di Torino, perché con le sue maschere di cera alimenta il pregiudizio soprattutto contro i meridionali. In cambio, possiamo appellarci all’Unesco perché proclami Scilipoti patrimonio mondiale dell’umanità. Nessuno tocchi Scilipoti. Dell’elmo di Scilipoti si è cinta la testa la maggioranza di centrodestra.