L’esodo di Kurtz

Redazione
12/10/2010

Un posto al Washington Post non si lascia. Eppure, Howard Alan Kurtz classe 1953, uno dei mostri sacri del giornalismo...

L’esodo di Kurtz

Un posto al Washington Post non si lascia. Eppure, Howard Alan Kurtz classe 1953, uno dei mostri sacri del giornalismo americano, autore del programma tv della Cnn Realiable Sources, da oltre 30 anni colonna nel secondo giornale degli Stati Uniti d’America, ha fatto sapere lunedì 4 ottobre che lascerà la carta stampata per assumere l’incarico di responsabile della redazione di Washington del Daily Beast, il sito di notizie di Tina Brown nato appena due anni fa.
Un cambio di rotta che secondo il New York Times ha un solo precedente della stessa portata: quando Bob Dylan si presentò Newport Folk Festival nel 1965, imbracciando una chitarra elettrica. Si tratta del terzo giro di poltrona di peso nel mercato giornalistico delle ultime settimane, dopo che anche Howard Fineman, ex Newsweek, e Peter Goodman, ex New York Times, avevano lasciato la carta stampata per l’online. Nel caso specifico sia Fineman sia Goodman sono passati all’Huffington Post.

Veterani coraggiosi

Come ha analizzato David Carr in un editoriale sul New York Times ci sono delle differenze tra le online del 2010 rispetto a quelle di 10 anni fa. Prima erano i giovani a tentare l’avventura oggi sono i veterani.
Prima non esisteva un modello di business di riferimento e molti siti web finirono fagocitati dalla bolla della new economy. In molti casi chi aveva osato la strada dell’informazione via web ha dovuto fare marcia indietro, con tanti sfottò da parte di chi era rimasto ancorato solidamente alla sicura carta stampata. «Gli introiti del web sono ancora una scommessa», ha scritto il 10 ottobre Carr, «ma l’estate scorsa un settimanale del calibro di Newsweek, che ha costruito la sua reputazione in decenni di investimenti e di buon giornalismo, è stato venduto per un solo dollaro.
Mentre Techcrunch, un news blog nato appena cinque anni fa è stato acquistato per 25 milioni di dollari da Aol».

Media digital-tradizionali

La dicotomia tra media tradizionali e media digitali non esiste più, secondo Carr, quando si va in giro con l’Ipad. «Un video, una foto, un articolo sono sempre gli stessi sia che li clicco da Cnn, Wall Street Journal o Gawker (un noto sito di gossip americano)», ha aggiunto Carr.
Nella mail in cui il Kurtz ha annunciato le dimissioni, ha parlato di uno passaggio evolutivo e non di una rivoluzione, visto che da tempo si dedica alla comunicazione multimediale e in particolare ai blog.
Il giornalista ha inoltre dichiarato che il passaggio all’online è stato inevitabile. Il vecchio Post, che non è stato affatto contento di vederlo andare via, non è però riuscito a trattenerlo. «Il Post resta un quotidiano formidabile ma deve trovare il modo di fare di più spendendo meno», ha ammesso il giornalista in un’intervista telefonica al New York Times.