Letta: «Cambiare subito la legge elettorale»

Letta: «Cambiare subito la legge elettorale»

18 Agosto 2013 14.24
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La priorità del governo deve essere la modifica della legge elettorale, che rappresenta il «cambiamento più urgente». Le tasse «devono scendere nel modo giusto» e la politica deve parlare «il linguaggio della verità» aiutando i giovani che «non vanno lasciati soli».
Sono questi, almeno a parole, i punti cardine dell’esecutivo dopo l’estate. Lo ha annunciato il premier Enrico Letta, intervenuto al meeting di Comunione e liberazione a Rimini il 18 agosto.
«La legge elettorale andrà approvata a ottobre, da settembre si discuta e il cittadino torni arbitro», ha sostenuto.
USCITA DALLA CRISI VICINA. Poi ha rivendicato il percorso fatto dall’Italia sul piano economico: «Alla fine del 2011 saliva lo spread, sembrava la fine del mondo, in queste ultime giornate gli spread sono tornati indietro a prima di quel momento così drammatico. In questi due anni un percorso faticoso e doloroso si è compiuto».
«LA FINANZA TORNI AL SUO POSTO». L’uscita dalla crisi, secondo Letta, «è a portata di mano. Se guardiamo al futuro usciremo dalla crisi. Una crisi che è stata ed è terribile». Per un nuovo inizio «c’è bisogno che si rimetta la finanza al proprio posto, la crisi è nata perchè la finanza è uscita dal proprio ruolo ed è diventata al centro di tutto. Dobbiamo fare la lotta ai paradisi fiscali».

«Rilanciamo la politica alta, no a interessi di parte»

Tra i buoni propositi di Letta c’è anche quello di «rilanciare la politica alta. Non ci sono grandi scelte se non c’è la politica e noi non abbiamo avuto esempi di buona politica ma tanti di mala politica. Ma non ce la facciamo senza politica: dobbiamo essere esigenti, richiedere trasparenza, costi ridotti, responsabilità e ricambio, ma serve la politica alta».
«GUELFI E GHIBELLINI». L’Italia, ha aggiunto il premier, «è il Paese dei guelfi e ghibellini, del tutti contro tutti, dei professionisti del conflitto» ma «l’identità solida non ha paura dell’incontro: si è convincenti se si ha una visione credibile se si realizzano le cose, non si è convincenti se il consenso si usa solo per evitare che arrivi il nemico. È un modo di far politica che non mi appartiene».
Quello del premier è un messaggio forte e chiaro inviato ai falchi di destra e sinistra. In particolare questi ultimi, presenti dentro il Partito democratico.
«LA POLITICA PARLI IL LINGUAGGIO DELLA VERITÀ». Quindi Letta ha sostenuto che «gli italiani puniranno tutti quelli che anteporranno i loro interessi a quello comune che è quello dell’uscita dalla crisi». E ha citato il discorso che due anni fa Giorgio Napolitano fece al meeting di Cl: «Da quel richiamo alle istituzioni ‘parlate il linguaggio della verità’ è cominciato un cambiamento per il nostro Paese e io mai avrei pensato che ci saremmo trovati oggi qui in condizione così diversa».
MONITO AL PDL. Un concetto che suona diretto a chi critica la «strana maggioranza» che sorregge il governo delle larghe intese e che invece tanto piace ai ciellini.
Il presidente del Consiglio ha poi lanciato un monito, rivolto soprattutto al Pdl: «Nessuno interrompa il percorso di speranza che abbiamo cominciato» con il governo delle larghe intese.
DEBITI PA, ACCELERATA IN AUTUNNO. Il premier ha aggiunto che il governo si è impegnato «nel pagamento di quello sconcio del nostro Paese: il pagamento degli arretrati della Pubblica amministrazione». Un tema che «si affronterà con più forza in autunno».
«NON LASCIAMO SOLI I GIOVANI». Sui giovani, ha continuato Letta, «l’Europa aiuti a creare lavoro accanto al rigore nei conti perchè nessuno di noi vuole fare debito. Vorrebbe dire scaricarlo sui figli. Nessuno lo farebbe a casa: perchè farlo come nazione? Tutto ciò che faremo lo faremo senza fare nuovi debiti. Non lasceremo soli i giovani, lavoreremo e faremo di tutto perché riescano ad avere quelle opportunità che i giovani in altri Paesi d’Europa già hanno».

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