Letta e Alfano dividono Cl: piacciono entrambi

Letta e Alfano dividono Cl: piacciono entrambi

24 Agosto 2013 17.02
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Applausi a Enrico Letta e a chi vuol sostenere il suo governo; ma
anche a chi, come Angelino Alfano, può essere lo
«strumento» per porre fine all’esperienza delle larghe
intese. È stato questo il ‘leitmotiv’ politico del
Meeting di Cl dedicato all’«Emergenza uomo». Per la
prima volta il movimento di don Giussani è apparso politicamente
diviso.
LETTA PER LA STABILITÀ. Letta, per il
Meeting una vecchia conoscenza pur militando in quel
centrosinistra con cui Cl è storicamente stata sempre fredda, i
seguaci di don Giussani hanno riservato applausi quando ha
chiesto, soprattutto al Pdl, di «non interrompere il percorso di
speranza che abbiamo cominciato» con il governo delle
larghe intese. Un appello alla stabilità che è sembrato
stridere con la minaccia di crisi agitata da quel Berlusconi
(accolto, pochi anni fa, a Rimini con cori da stadio dai seguaci
di don Giussani) se il Pd non voterà in Senato contro la
decadenza del Cavaliere.
TUTTI D’ACCORDO. Mario Mauro, ministro della
Difesa ciellino che ha detto addio al Pdl per passare a Scelta
civica, ha sposato appieno l’appello di Letta, condiviso
anche dal presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz (a cui
Berlusconi aveva dato qualche anno fa del ‘kapò’) e da
tutti gli esponenti della finanza e del sindacato presenti alla
convention. Tutti hanno lanciato un appello chiarissimo alla
politica perché non butti a mare la riacquistata credibilità
dell’Italia prima con Monti e poi con il governo le larghe
intese facendo precipitare il Paese in una crisi al buio.
L’ULTIMATUM DI ALFANO AL PD. Ma gli applausi
dei ciellini sono andati anche a chi a Rimini non ha espresso
minacce per la continuazione dell’esperienza di Letta a
Palazzo Chigi. Buona è stata infatti l’accoglienza al
segretario del Pdl Angelino Alfano, che sulla durata del governo
si è affidato a un pezzo del testo di una canzone di Lucio
Battisti («lo scopriremo solo vivendo») manifestando un vero e
proprio ultimatum al Pd.
APPLAUSI A MAURIZIO LUPI. E tanti applausi ha
incassato Maurizio Lupi: l’altro esponente del Movimento nel
governo Letta, ha sì sostenuto la necessità per l’esecutivo
di andare avanti, ma non ha fatto mancare le punture di spillo al
partito di Epifani sulla decadenza di Berlusconi, cui ha tenuto a
ribadire la propria fedeltà. Eppure le «gerarchie» del
movimento, che l’anno prossimo a Rimini è previsto discuta
delle «periferie del mondo e dell’esistenza»,
«blindano» Letta e non Berlusconi.
BERLUSCONI ACCETTI LE DECISIONI. «Il governo
Letta deve durare. E per tutta la legislatura. Per noi è una
scelta di campo», ha ammonito Giorgio Vittadini, uno dei leader
riconosciuti di Cl, sostenendo che «se anche si riterrà
danneggiato, Berlusconi deve accettare le decisioni, anche la
decadenza. Per il bene del Paese, il bene suo». Un appello
condiviso da Bernard Scholz, presidente della Compagnia delle
opere, il «braccio economico» del movimento. «Non siamo
collaterali a nessun partito e ci interessa solo che il Paese
vada avanti. Il valore della stabilità va maggiormente sostenuto
dai partiti di governo».

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