Letta (Pd): «C’è l’accordo sulla legge elettorale»

Redazione
23/08/2012

Adesso è praticamente ufficiale, sulla nuova legge elettorale l’accordo c’è, parola di Enrico Letta: «Fra poco verrà comunicato. Non solo,...

Adesso è praticamente ufficiale, sulla nuova legge elettorale l’accordo c’è, parola di Enrico Letta: «Fra poco verrà comunicato. Non solo, quando verrà annunciato scatenerà sicuramente le critiche di chi vuole continuare a nominare i parlamentari», ha annunciato il vicesegretario del Partito democratico in un’intervista al ilsussidiario.net.
DI PIETRO: «È SUPERPORCELLUM». Il leader dell’Italia dei valori ha commentato così: «Cambiare il porcellum prima delle prossime elezioni è un dovere a cui questo parlamento non può venire meno. Ma la nuova legge elettorale deve essere migliore e non peggiore della porcata di Calderoli, sennò si finisce dalla padella nella brace».
«COME NELLE DITTATURE». Le sensazione però sarebbero negative: «Invece sembra che si stia apparecchiando proprio una superporcata del genere, cioè una legge fatta apposta per evitare che dalle urne esca fuori un risultato chiaro: una coalizione maggioritaria che va a governare e una minoritaria che va a fare l’opposizione, come si usa di solito tranne nelle dittature».
GASPARRI: «LETTA SBAGLIA». Il capogruppo del Popolo della libertà al Senato Maurizio Gasparri ha frenato: «Letta ha fatto un annuncio sbagliato, non c’è alcun accordo. Ci sono delle tesi in campo, io e molti altri siamo dell’avviso che, quello delle preferenze, sia il metodo di scelta migliore. Ma il Pd è contrario, quindi non c’è alcun passo in avanti. Elezioni a novembre? Nessuna possibilità».
I RADICALI: «ANTI-DEMOCRAZIA». Come Di Pietro, anche Mario Staderini, segretario di Radicali italiani, ha evocato lo spettro del regime: «Proprio come accade nelle dittature, si invoca il voto popolare al solo scopo di far da scudo al regime. Che le prossime elezioni saranno fuori da ogni standard democratico è oggi una certezza»
«Voteremo, infatti, con un sistema elettorale modificato a poche settimane dal voto», ha aggiunto, «mentre il Consiglio d’Europa indica in almeno un anno il tempo minimo perché non si tratti di una farsa».