La risposta dell’Italia alla lettera della Commissione Ue

Tria ha spedito il documento a Bruxelles. Polemiche su una bozza circolata che prevedeva tagli a reddito di cittadinanza e quota 100. Poi saltati. Si parla di «programma complessivo di revisione della spesa». Ma tra Mef e M5s resta la tensione.

31 Maggio 2019 17.36
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Era attesa nella giornata di venerdì 31 maggio ed è arrivata nella tarda serata, poco prima delle 23, la risposta del ministro dell’Economia Giovanni Tria alla lettera inviata dalla Commissione europea per chiedere chiarimenti sull’aumento del debito. Ma non sono mancate le polemiche.

SALTANO I CONTESTATI TAGLI AL WELFARE

La missiva è accompagnata da un documento di 58 pagine nel quale si esaminano i fattori rilevanti che influenzano l’andamento del debito pubblico in Italia. È saltato il riferimento ai tagli al welfare e a reddito di cittadinanza e quota 100 che era circolato nelle anticipazioni giornalistiche creando diversi problemi al governo.

Il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie


La lettera all’Ue

Dunque non si parla più, come nella bozza girata – grazie a una misteriosa “manina” – nel pomeriggio, di questi capitoli ma si indica in modo più generico che «il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie». Resta, anche se più sfumato, il riferimento alla flat tax «nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo».

IL GIALLO DI QUELLE SFORBICIATE SMENTITE

Alcuni passaggi delle prime bozze, come detto, erano stati diffusi dall’Adnkronos e immediatamente smentiti dal Mef. «Dal lato della spesa il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022», si leggeva nelle anticipazioni. «Inoltre siamo convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la Commissione europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso». In un altro passaggio della “lettera iniziale” le nuove politiche di welfare sarebbero state proprio esplicitate come reddito di cittadinanza e quota 100.

LA RETTIFICA DEL MINISTERO DEL TESORO

Tuttavia il ministero dell’Economia «ha smentito nel modo più categorico le notizie di stampa che anticiperebbero i contenuti della lettera. Tali contenuti non corrispondono alla realtà».

DI MAIO: «NESSUNA RIDUZIONE DELLA SPESA SOCIALE»

Immediata era arrivata anche la replica stizzita del vicepremier grillino Luigi Di Maio: «La lettera preparata dal ministro Tria con la Lega? Il Movimento 5 stelle non ne sa nulla, non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, né il reddito né quota 100».

Laura Castelli.

LA CASTELLI: «LA LETTERA ERA QUELLA…»

Il viceministro all’Economia Laura Castelli (M5s) ha dato la sua versione di come sono andate le cose: «Mi sorprende la smentita del ministro Tria sulla versione della lettera pubblicata dagli organi di informazione. Nel pomeriggio anche io ho visto una bozza della lettera che girava con quei contenuti e quel passaggio sul taglio al welfare c’era. Sono disponibile a supportare il ministro per rivederne il contenuto. Mi rincuora, nel rispetto dell’azione e della volontà del governo, che il presidente Conte, prendendone visione, abbia deciso di correggere alcuni aspetti per noi irricevibili, come il taglio alla spesa sociale».

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