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Conte prepara la sfida alle regole Ue, ma si tratta sul rinvio della procedura

Conte prepara la sfida alle regole Ue, ma si tratta sul rinvio della procedura

Il premier si prepara a rispondere all’Ue in merito alla possibile sanzione sul deficit. Timori per gli eccessi della Lega contro i leader Ue che potrebbero complicare il negoziato.

17 Giugno 2019 22.08

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«No al primato della finanza in Europa». Giuseppe Conte ha posto questo messaggio, tutto politico, al centro della lettera che invierà, probabilmente giovedì 20, alle istituzioni e ai partner europei. Vuol dire no a un’Europa di soli vincoli e regole. È il messaggio che Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno deciso di sposare, in un clima che Conte definisce di «rinnovata fiducia e dialogo» nel governo. Ma fuori dal perimetro dei principi, c’è la via strettissima di una procedura d’infrazione imminente.

LA PRESSIONE DELLA LEGA E IL RISCHIO DEL MANCATO RINVIO

Salvini, dagli Usa, ha lanciato un nuovo attacco, accusando l’Ue di voler far fare all’Italia la fine della Grecia. Il timore è che la levata di scudi del leader leghista irrigidisca l’Ue e impedisca di ottenere anche l’obiettivo minimo di un rinvio della decisione europea. Ma il premier ha provato a smorzare i toni convocando per il 19 un vertice con i suoi vice per aprire, a margine del Consiglio Ue del 20 e 21, la trattativa. Conte e Salvini, come ha rivelato lo stesso premier da Parigi, si sono sentiti al telefono, prima della partenza del ministro dell’Interno per Washington. Sono d’accordo che leggeranno insieme il testo della lettera all’Ue preparata dal presidente del Consiglio, prima che lui la invii.

I TIMORI DEL M5S E LE MIRE DI SALVINI

La missiva conterrà una dichiarazione di principio condivisa dai due azionisti di governo: bisogna cambiare le regole Ue perché le politiche di austerità non si traducano in tagli ai servizi per i cittadini. Ma nel governo si pesano anche le virgole perché, i Cinque stelle ne sono convinti, sulla trattativa con l’Ue Salvini cerca un pretesto per rompere. Dagli Usa il leader leghista ha negato di cercare un’investitura trumpiana per tornare dalla Casa Bianca da premier, ma gli attacchi alla Francia e alla Germania, le prese di posizione su Cina, Iran, Venezuela, hanno indotto gli alleati a sospettare che stia cercando uno “sponsor” forte. È per questo che anche nel riunire i ministri M5s, Di Maio è stato attento a rilanciare l’azione pentastellata nel governo, senza fornire alla Lega appigli per rompere.

LA LEVA DEI RISPARMI SU QUOTA CENTO E REDDITO

Il leader del Movimento rilancia su tre priorità che sono salario minimo, conflitto d’interessi e taglio del cuneo fiscale. Serve a riaffermare la impronta M5s e ribattere alle critiche dei movimentisti alla Di Battista. Ma vengono scelti terreni su cui un’intesa con la Lega si può trovare. Di Maio ferma per ora il tentativo leghista di modificare il decreto dignità. Mentre sullo spinoso dossier giustizia, che vedrà il 19 al tavolo Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno, l’idea è prendere tempo. Guadagnare un mese o due è l’ipotesi che fonti di Bruxelles reputano la più realistica anche nella trattativa con la Commissione europea. Con il no fermo di Salvini a una manovra correttiva, quello che il governo sembra oggi disposto a concedere all’Ue è l’impegno, nell’assestamento di bilancio di fine giugno, a impiegare i risparmi di quota 100 e reddito di cittadinanza per abbassare il deficit. In più, si confida di poter mettere a verbale maggiori entrate e minori spese.

L’ITALIA PUNTA A PRENDERE TEMPO E A RIMENDARE TUTTO A DOPO L’ESTATE

Conte dovrebbe puntare anche sui colloqui che avrà con Angela Merkel e i vertici delle istituzioni Ue (forse anche con Donald Tusk), dopo quello con Emmanuel Macron. Ma alla fine il risultato più realistico viene considerato quello di ottenere più tempo per scavallare l’estate e chiudere anche la finestra del voto a settembre. A dare una mano, potrebbe esserci lo stallo delle nomine Ue e la proroga dell’attuale commissione. A complicare la situazione, lo dirà Conte ai suoi vice, ci sono invece i toni da battaglia di Salvini. Il premier prova a smorzare ed evita di entrare in polemica quando la Lega accusa l’Ue di voler «ammazzare» l’Italia come la Grecia. La convinzione è che un conto siano le dichiarazioni, altro le posizioni che si tengono al tavolo della trattativa. Come sulla manovra, alla fine Conte e Tria sperano di spuntarla. Salvini però ha il timore che possano cedere e per questo ha insisitito per tenere alta la guardia: è vero che una procedura d’infrazione legherebbe le mani all’Italia per anni, ma l’Italia non è la Grecia e l’Europa deve tenerne conto, è il suo ragionamento. C’è chi nello stesso governo lo considera un azzardo: anche ad Atene l’Ue, ha nno spiegato, concesse due mesi di tempo, poi però la procedura partì.

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