Salvini va allo scontro con l’Ue sulla lettera della Commissione

Entro la fine di maggio è attesa la richiesta di chiarimenti sull'aumento del debito. Il leghista: «No ai richiamini vecchia maniera, dobbiamo spendere soldi». Ma l'Italia rischia una multa di 3,5 miliardi.

27 Maggio 2019 13.59
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Dovrebbe arrivare entro la fine di maggio la lettera della Commissione Ue all'Italia per chiedere chiarimenti sull'aumento del debito. Matteo Salvini lo sa e va subito allo scontro.

«Ai richiamini dei professorini agli studenti che si permettono di investire sul lavoro risponderemo senza preoccupare i mercati che vogliono un'Italia che cresce», ha commentato il 27 maggio il leader della Lega, fresco di trionfo alle elezioni europee. «Penso che sia il maturo il momento per rivedere dei parametri vecchi e superati che hanno fatto male all'Europa», ha detto Salvini, «altrimenti un voto come questo non si spiegherebbe. Credo che la Commissione debba e possa prendere atto che i popoli hanno votato per il cambio e la crescita: quello che è chiaro è che non si alzano le tasse, che l'aumento dell'Iva non esiste». Secondo Bloomberg, l'Italia rischia una multa di 3,5 di miliardi di euro.

SALVINI: «IL VOTO? UN INVITO A FARE IL CONTRARIO DI CIÒ CHE CI È IMPOSTO»

Stando a quanto si apprende, anche altri Paesi, tra cui il Belgio, riceveranno una richiesta di chiarimenti. L'Italia sarà messa in guardia dal rischio di sforamento dei conti già per il 2018, come indicato anche nelle ultime previsioni economiche. «Di tagli ed eccesso di prudenza l'Italia ha rischiato di spegnersi», ha detto Salvini, il risultato delle elezioni è «un invito a fare il contrario di quello che ci è stato imposto fino all'anno scorso per il bene dell'Europa e dei mercati e l'Italia cresce se le aziende e i lavoratori pagano meno rispetto a quello che si paga oggi. Non siamo noi che vogliamo sforare. Se noi fossimo costretti a rispettare numeri e vincoli vecchi, il debito crescerebbe. Noi vogliamo ridurlo e avere il credito delle istituzioni europee per fare il contrario di quello che hanno fatto i Monti, i Gentiloni: ossia restituire soldi».

Dobbiamo spendere i soldi che ci danno gli italiani pagando le tasse

«Se la lettera fosse alla vecchia maniera», ha detto Salvini, «"fate i compiti a casa, tagliate, tagliate, tagliate" no: abbiamo bisogno di assumere tanti medici, ingegneri, giudici, vigili del fuoco», sistemare «scuole e ospedali e per farlo dobbiamo spendere i soldi che ci danno gli italiani pagando le tasse». Già nella notte elettorale, sull'onda delle proiezioni che davano il suo partito ben oltre il 30%, il leader leghista aveva detto: «Tra una settimana scommetto che arriva la lettera da Bruxelles, a me interessa mettermi a tavolo con i cinque stelle per prepararci a rispondere».

«RISPONDEREMO ALLA LETTERA: FINITA L'ERA DELLA PRECARIETÀ»

A stretto giro il ministro ha tenuto una conferenza stampa al Viminale per commentare ancora i risultati del voto e la notizia del possibile arrivo di una missiva europea: «Manterremo l'impegno per cambiare gli equilibri in Europa, a maggior ragione se è in dirittura d'arrivo un'altra lettera alla quale risponderemo con garbo dicendo che l'Europa della precarietà e della disoccupazione si è chiusa».

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