Liberi e Uguali, Grasso e Boldrini spaccati sul M5s

Liberi e Uguali, Grasso e Boldrini spaccati sul M5s

15 Febbraio 2018 16.39
Like me!

Liberi e Uguali non riesce ancora a trovare una linea sulle future alleanze di governo. Tra il leader Pietro Grasso e Laura Boldrini torna infatti ad allargarsi la distanza di vedute su un'eventuale intesa col Movimento 5 stelle. Se il primo apre, la seconda chiude senza se e senza ma. Mentre Luigi Di Maio lancia su Twitter la prima condizione per una convergenza taggando tutti i leader in campo, uno a uno. «Convergi sul dimezzamento e firma l'atto di impegno per votare la proposta di legge che dimezza lo stipendio dei parlamentari e introduce la rendicontazione puntuale dei rimborsi spesa», cinguetta il candidato premier del M5s. Cercando così di trasformare uno scandalo interno in un punto a proprio favore.

«Noi siamo una sinistra progressista di governo», ha detto Grasso, «dal punto di vista istituzionale disponibili a un governo che possa portare avanti i nostri principi, valori idee, sul lavoro sulla scuola, sull'economia. Se ci fossero le condizioni per cui le proposte corrispondono a quelli che sono i nostri valori e i nostri principi perché no?». Il leader di LeU ha però ricordato che i grillini sono «ondivaghi e in fase di mutazione genetica». Non ci sono però, ha ribadito, «pregiudiziali", queste ci sono «solo con la destra». Insomma per il presidente del Senato il dialogo è aperto, a condizione che ci siano «le condizioni per cui i nostri principi possono trovare applicazione al governo». Grasso si è dimostrato indulgente anche sulla Rimborsopoli che sta scuotendo il M5s. «Penso», ha spiegato, «che sia un problema interno, che denota che anche tra chi parla di onestà c'è chi tradisce la buona fede».

BOLDRINI CONTRO OGNI APERTURA. «A Di Maio hanno ritirato la patente dell'onestà», ha tagliato corto Boldrini su Twitter. «Come farebbe a tenere sotto controllo il bilancio dello Stato se non riesce a garantire la contabilità dei suoi parlamentari M5s?».

Grasso ha poi replicato: «Se il M5s è quello che lei ha conosciuto alla Camera, è chiaro che deve dire così ed è giusto che lo faccia, se invece ci sono cambiamenti… ». Insomma il capo di LeU va avanti sulla sua strada: «Sono diversi adesso, avevano detto, per esempio, mai alleanze e ora ammettono che siano possibili. Se invece sono contro l'immigrazione e i nostri principi, allora Boldrini ha ragione e non c'è possibilità di incontro. Ma io come capo politico ho il compito di fare una sintesi».

IL PIANO ECONOMICO. Intanto Leu ha presentato il programma economico e tra le priorità ha posto una riforma delle varie imposte sul patrimonio proponendo di unificarle sotto ununico cappello, che abbia nella progressività la garanzia della lotta alle diseguaglianze. Una ricetta che punta a essere l'antitesi alla flat tax sbandierata dal centrodestra che resta il nemico numero 1.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *