Libano, rapiti altri cinque siriani a Sud di Beirut

Redazione
18/08/2012

La tensione tra Libano e Siria è destinata ad aumentare ancora. Il 18 agosto altri cinque operai siriani residenti in...

Libano, rapiti altri cinque siriani a Sud di Beirut

La tensione tra Libano e Siria è destinata ad aumentare
ancora. Il 18 agosto altri cinque operai siriani residenti in
Libano sono stati rapiti il  da non meglio precisati uomini
armati a sud di Beirut in due diversi episodi. Lo ha
riferito  riferisce l’agenzia ufficiale libanese Nna. La
Nna ha precisato che quattro miliziani hanno rapito nella notte
due operai siriani a Shueifat, sobborgo meridionale di
Beirut.
I due lavoravano a un cantiere di un palazzo in costruzione.
Altri quattro uomini armati hanno rapito nelle stesse ore tre
siriani lungo la strada che collega Beirut con l’aeroporto
internazionale, controllata da clan vicini al movimento sciita
Hezbollah, alleato del regime siriano.
Da mercoledì 15 agosto, la regione di Beirut e la valle
orientale della Bekaa sono teatro di rapimenti di cittadini
siriani da parte di clan sciiti, in particolare del clan dei
Miqdad, che accusano i ribelli anti-regime siriani di aver
catturato nei pressi di Damasco un membro della loro tribù,
sedicente miliziano di Hezbollah.
HEZBOLLAH PRENDE LE DISTANZE. Il 17 agosto il
leader di Hezbollah, il sayyid Hasan Nasrallah, ha preso le distanze dai clan sciiti
affermando che «il partito non è più in controllo della zona a
sud di Beirut» e ha ribadito che Hasan Miqdad non è un membro
di Hezbollah. Nelle ultime ore il clan Miqdad ha fatto sapere di
aver rilasciato 22 dei 31 siriani rapiti tra mercoledì e
giovedì perché «ritenuti non legati ai ribelli del cosiddetto
Esercito libero siriano».
Intanto il ministro degli interni libanese Marwan Sharbel e il
capo della sicurezza generale libanese il generale Ibrahim Abbas
sono volati  ad Ankara per discutere con le autorità turche
della delicata questione degli undici libanesi da tre mesi
prigionieri dei ribelli siriani anti-regime a nord di Aleppo e a
ridosso della frontiera turca.
RIBELLI CHIEDONO RICONOSCIMENTO. Secondo i
giornali di Beirut, la decisione del governo libanese di
impegnarsi in prima persona per il rilascio degli undici
connazionali è stata presa dopo che mercoledì 15 un centinaio
di persone sono rimaste uccise nei bombardamenti
dell’aviazione siriana sulla cittadina di Azaaz. In una casa
di Azaaz per settimane sono rimasti ‘ospiti’ gli undici
libanesi. Come condizioni per il rilascio, i ribelli siriani
chiedono che il governo libanese, dominato dagli Hezbollah (a cui
il generale Abbas è vicino), riconosca la legittimità della
rivoluzione siriana contro «il regime criminale» di Damasco, da
anni alleato del movimento sciita libanese filo-iraniano.