Liberi gli arrestati degli scontri romani

Redazione
16/12/2010

Cittadella giudiziaria di Roma blindata, il 16 dicembre, in vista nel pomeriggio delle direttissime nei confronti di 23 manifestanti fermati...

Liberi gli arrestati degli scontri romani

Cittadella giudiziaria di Roma blindata, il 16 dicembre, in vista nel pomeriggio delle direttissime nei confronti di 23 manifestanti fermati il giorno precedente, nel corso degli scontri che hanno messo a ferro e fuoco il centro storico della Capitale (leggi l’articolo). Circa una decina, tra blindati e auto, i mezzi delle forze dell’ordine dispiegati nella zona dell’ingresso del tribunale di Piazzale Clodio.
All’esterno presenti per tutta la giornata dei manifestanti, che hanno esposto un striscione con la scritta: “Reprimete e processate ciò che non potrete mai fermare. Libertà per tutti”. Le accuse per i fermati sono resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. 
E’ accusato di rapina aggravata e indiziato di delitto il liceale romano di 16 anni fermato dalla polizia e ritratto in alcune foto mentre, durante gli scontri a Roma, impugna una  pala, un manganello e un paio di manette in diversi momenti della manifestazione.

Liberi 22 dei 23 fermati

Intanto sono tornati in libertà 22 dei 23 fermati durante gli scontri di martedì. Uno degli arrestati è finito invece agli arresti domiciliari. I fermi sono comunque stati convalidati, e i processi sono stati aggiornati al 23 dicembre. 
Fra i giovani uno, Edoardo Z., accusato di resistenza a pubblico ufficiale per aver lanciato un sasso contro le forze dell’ordine, è stato rimesso in libertà dai giudici della V sezione del tribunale penale collegiale.
Disposto invece il divieto di recarsi a Roma per i tre genovesi Dario C., Emanuele G., Fabrizio R., e l’obbligo di firma due volte al giorno per il romano Fabrizio D.A. Nessuna restrizione è stata invece decisa per il francese Charlie Robin T.P., giocoliere.
 Gli arresti domiciliari sono stati comminati a Dario M., romano, accusato di aver lanciato sassi.
Ai giovani sono contestati i reati, a seconda delle singole posizioni, di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. All’annuncio delle decisioni del tribunale è scattato il parapiglia, mentre amici e parenti degli arrestati urlavano tra gli applausi «Tutti liberi!».

Alemanno protesta per la scarcerazione, l’Anm interviene

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha detto: «Sono costretto a protestare a nome della città contro le decisioni assunte dalle sezioni II e V del tribunale di Roma di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti gli imputati degli incidenti di martedì scorso».
Per il primo cittadino di Roma «c’é una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati».
Alemanno ha detto: «Non è minimizzando la gravità di questi fatti che si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città mentre è evidente che queste persone hanno dimostrato, soprattutto in un momento di grande tensione sociale quale quello che stiamo vivendo, di essere soggetti pericolosi per la collettività».
L’Anm ha preso posizione dopo le accuse di Alemanno: «Non possiamo che ribadire che è legittima la critica ai provvedimenti dei magistrati, ma non lo sono gli insulti nei confronti dei giudici e dell’istituzione nel suo complesso». Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, ha replicato al sindaco di Roma per le sue proteste contro le scarcerazioni.