Libertà di stampa, adieu!

Redazione
20/10/2010

Di Paolo Brunello begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting Mercoledì 20 ottobre, l’organizzazione francese Reporters sans Frontières ha pubblicato l’edizione 2010 della classifica mondiale della...

Libertà di stampa, adieu!

Di Paolo Brunello begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting

Mercoledì 20 ottobre, l’organizzazione francese Reporters sans Frontières ha pubblicato l’edizione 2010 della classifica mondiale della libertà di stampa. La Francia ha perso “un’altra posizione”, attestandosi al 44esimo posto.
In linea generale, ha fatto notare le Nouvel Observateur è l’Unione europea nel suo complesso che continua a perdere posizioni. Ancora più inquietante è il fatto che il gruppo dei Paesi più repressivi sotto questo punto di vista si sia allargato.
«Oggi più che mai, osserviamo che sviluppo economico, riforme delle istituzioni e rispetto dei diritti fondamentali non vanno per forza di pari passo», ha detto Jean-François Julliard, segretario generale di Rsf, commentando la nona edizione della classifica. A suo avviso, è necessario «da un lato, elogiare i fautori della libertà di stampa, Finlandia, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera in testa, e, dall’altro, rendere omaggio alla determinazione dei militanti che si battono per i diritti dell’uomo, giornalisti, blogger, che in tutto il mondo difendono con coraggio il diritto di denunciare».

L’Europa ha perso il suo “status di modello”

Sui 27 Paesi membri dell’Unione europea, 13 si sono classificati nei primi 20 posti. Gli altri 14 sono sotto la 20esima posizione e alcuni si sono piazzati molto in basso nella classifica, come la Grecia (73esimo), la Bulgaria (71esima), la Romania (53esimo) e l’Italia (50esimo).
«È inquietante constatare che molti Paesi dell’Unione europea continuano a perdere posizioni in questa classifica. Devono riguadagnare al più presto il loro status di modello», ha commentato il segretario generale.
La Francia ha perso un’altra posizione (44esima dietro al Suriname), ha sottolineato Rsf, aggiungendo che «la maggioranza di governo ha usato parole molto minacciose, talvolta offensive, nei confronti di alcuni media. Tali dichiarazioni hanno avuto una risonanza mondiale, tant’è che in diversi Paesi il governo francese non è più considerato rispettoso della libertà di informazione» ha spiegato l’organizzazione.

Occhi puntati su Rwanda, Yemen e Siria

Per quanto riguarda i 10 Paesi dove, stando alla classifica, non conviene essere un giornalista, al trio composto da Eritrea, Corea del Nord e Turkmenistan si sono aggiunti Iran, Birmania, Siria, Sudan, Cina, Yemen e Ruanda.
Per la prima volta da quando viene stilata la classifica annuale, ovvero dal 2002, Cuba non è rientrata negli ultimi 10 posti, ma occupa comunque la 166esima posizione su 178. «Siamo preoccupati per la radicalizzazione di alcuni governi. Il Rwanda, lo Yemen e la Siria si sono aggiunti alla Birmania e alla Corea del Nord nel quadro dei Paesi più repressivi al mondo nei confronti dei giornalisti. Questa tendenza non promette niente di buono per il 2011», ha aggiunto Jean-François Julliard.