Libia, gli italiani rimpatriati: «L’Isis è già a Tripoli»

Redazione
16/02/2015

I cittadini italiani evacuati dalla Libia il 15 febbraio in seguito alle minacce dell’Isis non hanno il permesso di parlare...

Libia, gli italiani rimpatriati: «L’Isis è già a Tripoli»

I cittadini italiani evacuati dalla Libia il 15 febbraio in seguito alle minacce dell’Isis non hanno il permesso di parlare con i cronisti, ma uno di loro, dopo il lungo viaggio in mare fino ad Angusta, si è lasciato sfuggire qualche dichiarazione: «A Tripoli la situazione è critica. È già un pezzo che l’Isis è lì», ha raccontato.
In un centinaio hanno fatto ritorno in Italia, a bordo di un catamarano maltese. Molti sono tornati a casa direttamente dalla Sicilia, mentre alcune decine, tra cui funzionari dell’ambasciata e lo stesso ambasciatore Giuseppe Buccino, hanno affrontato altre ore di volo a bordo di un C-130 dell’Aeronautica Militare che li ha riportati a Roma.
«NON ABBIAMO MAI AVUTO PAURA». Arrivo off-limits per telecamere e giornalisti – così come avvenuto anche ad Augusta – invitati ad attendente i passeggeri all’esterno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, pochi chilometri a sud della Capitale. Tra loro anche operai e pensionati. «Non abbiamo mai avuto paura», ha detto il contabile dell’ambasciata, «un eventuale ritorno a Tripoli non dipende certo da noi, che siamo dipendenti statali, ma da quello che ci chiederà il governo. Ora siamo stanchi e vogliamo solo tornare a casa».
DALLA LIBIA IL RITORNO IN PUGLIA. I passeggeri del volo atterrato a Pratica di Mare hanno lasciato l’aeroporto a scaglioni su diversi minivan e autobus. Alcuni di loro hanno potuto riabbracciare subito i familiari, mentre altri sono stati scortati dai carabinieri nelle loro abitazioni. «Sono partito un paio di mesi fa da Lecce» – ha raccontato un uomo, mentre salutava il cognato che lo ha aspettato per ore all’esterno dell’aeroporto – «faccio il fabbro e tempo fa ho trovato un lavoretto tra Libia e Tunisia. Sarei dovuto restare ancora un mese e poi sarei comunque tornato in Italia. Sinceramente non sono preoccupato, neanche avevo sentito delle minacce dell’Isis. Ora partiamo e torniamo a casa, in Puglia». Un altro uomo aspetta con ansia il ritorno del padre: «È pensionato e da 40 anni è in Libia», ha spiegato. «Ne ha vissute molte a Tripoli, compresa la guerra, ma non si sarebbe mai immaginato di tornare».