Libia, le tappe della crisi dal 2011 a oggi

Redazione
15/02/2015

La situazione in Libia non è  mai stata così delicata, con le speranze della ‘primavera libica’ che si sono spente...

Libia, le tappe della crisi dal 2011 a oggi

La situazione in Libia non è  mai stata così delicata, con le speranze della ‘primavera libica’ che si sono spente tra la violenza delle milizie e l’indifferenza dell’Occidente, lasciando il terreno ai jihadisti dell’Isis.
Dal 2011 sono stati numerosi i fatti importanti nella storia recente del Paese.
A FEBBRAIO 2011 RIVOLTE DI PIAZZA. Alcune migliaia di persone sono scese in piazza a Bengasi, il 15 febbraio 2011, nell’anniversario del massacro nel carcere di Abu Slim di Tripoli del 1996.
Due giorni dopo le proteste si sono allargate ad altre città e sull’onda delle rivolte arabe di quei mesi ha preso il via la ‘Rivoluzione del 17 febbraio’ contro il colonnello.
A marzo sono partiti i raid francesi e il 31 marzo la Nato ha preso la guida dell’operazione cui ha partecipato anche l’Italia.
A OTTOBRE UCCISO GHEDDAFI. A Tripoli il quartier generale di Gheddafi è caduto nelle mani dei ribelli.
Il rais è fuggito, verrà ucciso il 20 ottobre a Sirte. Il Consiglio nazionale transitorio ha dichiarato la ‘liberazione’ della Libia.
A luglio 2012 sono andate in scena le prime elezioni libere nel Paese, dopo 42 anni di dittatura, per il Congresso nazionale.
Ha vinto l’Alleanza delle forze nazionali dei moderati laici di Jibril, ma il Paese era già in preda alle violenze delle milizie, ex ribelli che non hanno ceduto le armi dopo la caduta del regime.
A GENNAIO 2013 AGGUATO AL CONSOLE ITALIANO. Il console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, a gennaio 2013 è scampato a un agguato. La sede diplomatica ha chiuso i battenti. Nei mesi successivi altre ambasciate occidentali verranno prese di mira.
Tra aprile e maggio sono stati assaltati diversi ministeri (Giustizia, Esteri e Interno).
Il governo di Ali Zeidan ha vacillato hammo e solo dopo giorni di trattative i miliziani hanno tolto l’assedio.
BLITZ USA CONTRO UOMO DI AL QAEDA. Ad ottobre con un blitz degli Usa è stato catturato a Tripoli Abu Anas al Liby, uomo di al Qaeda considerato la mente degli attentati alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania del 1998 (morirà per malattia in carcere negli Stati Uniti nel gennaio 2015).
A giugno 2014 vengono eletti il nuovo parlamento, la Camera dei Rappresentanti, che prende il posto del Congresso nazionale.
A LUGLIO GUERRA PER TRIPOLI. Nell’estate 2014 è scoppiata la guerra tra le milizie di Zintan e quelle filo-islamiche di Misurata per il controllo di Tripoli.
Tra luglio e agosto via alla grande evacuazione degli occidentali, italiani compresi. Per motivi di sicurezza, il nuovo parlamento e il governo di Abdullah al Thani, riconosciuto dalla comunità internazionale, sono costretti a insediarsi a Tobruk, in Cirenaica.
Nonostante i raid condotti da Egitto ed Emirati arabi, le milizie filo-islamiche di Fajr Libya hanno preso il sopravvento nella capitale imponendo un governo ‘parallelo’, guidato da Omar al Hassi vicino ai Fratelli musulmani.
Di fatto il Paese è spaccato in due. Intanto è partita da Derna, a Est, l’avanzata dell’Isis in Libia che ha raggiunto Tripoli e Sirte.