Libia, riesplode la violenza tra le milizie a Tripoli

27 Agosto 2018 12.21
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Violenti scontri tra milizie rivali sono esplosi in varie zone di Tripoli tra il 26 e 27 agosto. Testimoni riferiscono di mezzi corazzati sulle strade e posti di blocco presidiati da pezzi di artiglieria. Gli scontri interessano l'intersezione di Wadi Al-Rabee, a sud-est di Tripoli e Al-Khaila, il campo di Yarmouk a sud. Le autorità hanno messo in stato di allerta tutti gli ospedali e le cliniche private, invitando a prestare immediato soccorso ai feriti. Reporter senza Frontiere ha lanciato un appello ai giornalisti sul campo perché esercitino la massima attenzione.

ALMENO OTTO CIVILI UCCISI

Secondo quanto riferito dall'emittente Al Jazeera ci sarebbero almeno due civili rimasti uccisi negli scontri, mentre la tv al Ahrar parla di un bilancio ancora più grava: otto morti e 18 feriti. A quanto si apprende, gli scontri coinvolgono la 7ma Brigata, originaria di Tarhouna e le forze fedeli al governo di unità nazionale. Il capo del Consiglio presidenziale libico, Fayez al Sarraj, in un comunicato ufficiale, ha confermato di aver «dato ordine ai comandanti della regione di Tripoli di affrontare» le milizie protagoniste degli scontri scoppiati a sud di Tripoli». «Non c'è più spazio per il caos», ha ammonito Sarraj, sottolineando che «chiunque sia coinvolto in questo infido attacco nella capitale sarà considerato fuorilegge e punito sulla base delle norme internazionali».

SERRAJ: «ATTACCARE TUTTE LE MILIZIE FUORILEGGE»

Nel comunicato, il consiglio presidenziale «ha denunciato vigorosamente gli attacchi armati portati contro la capitale da gruppi e formazioni fuorilegge che hanno terrorizzato gli abitanti» della città. «Questi attacchi», si afferma fra l'altro nella nota senza parlare di elezioni, «hanno come scopo quello di far fallire gli sforzi profusi a livello regionale e internazionale per instaurare la pace e la sicurezza in Libia».

MACRON INSISTE: «ELEZIONI IN DICEMBRE»

Nelle stesse ore il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito la sua determinazione a portare avanti l'accordo concluso a maggio a Parigi fra le diverse parti in causa in Libia che prevede in particolare l'organizzazione di elezioni a dicembre. «Credo molto profondamente al ripristino della sovranità libica», ha detto Macron davanti agli ambasciatori di Francia, «in questo paese diventato teatro di tutti gli interessi esterni, il nostro ruolo è far avanzare l'accordo di Parigi».

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