Conte cerca la sponda di Merkel per una soluzione politica in Libia

Conte cerca la sponda di Merkel per una soluzione politica in Libia

12 Aprile 2019 19.46
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La regia di Palazzo Chigi sul dossier e l'asse con Berlino per una soluzione politica. È su questi due binari che il governo italiano si sta muovendo per tentare di risolvere la crisi in Libia. Roma, i cui interessi si concentrano nella Tripolitania amministrata da Fayez Sarraj, si sforza tuttavia di mantenere un profilo super partes, puntando sulla capacità di interloquire con tutte le parti in causa.

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Ma il pericolo incombe e il premier Giuseppe Conte, il 12 aprile, ha convocato un vertice a Palazzo Chigi annunciando l'istituzione di un gabinetto di crisi per coordinare al meglio tutti i ministeri coinvolti. Sarà operativo fino alla fine dell'emergenza. I confini della crisi libica, del resto, vanno ben al di là di quelli geografici dello Stato africano e si inseriscono nello schema di alleanze che si cela ora dietro al premier Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, ora dietro al generale Khalifa Haftar.

IL DOCUMENTO UE PER CHIEDERE UN IMMEDIATO CESSATE-IL-FUOCO

Secondo il Wall Street Journal, l'Arabia Saudita avrebbe promesso decine di milioni di dollari ad Haftar per proseguire la sua offensiva su Tripoli. E sul sostegno all'uomo forte della Cirenaica, nelle ultime ora, è stata la Francia a finire nel mirino. Parigi ha infatti inizialmente bloccato la dichiarazione preparata dall'Unione europea per chiedere un immediato cessate-il-fuoco, proprio perché conteneva un riferimento diretto ad Haftar. Nel testo approvato dai 28 Stati membri si avverte che l'attacco lanciato dal generale «mette in pericolo i civili e blocca il processo politico». Allo stesso tempo si chiede a tutte le parti in campo di «fermare immediatamente le operazioni militari». Senza però nominare direttamente Haftar, ma soltanto il suo esercito.

L'ASSE CON BERLINO

Sempre il 12 aprile, indiscrezioni pubblicate dal quotidiano la Repubblica hanno rivelato che poco prima che partisse l'offensiva dell'Esercito nazionale libico su Tripoli, emissari del generale sarebbero volati a Parigi per avere il placet dell'Eliseo sull'attacco. Un retroscena che la Francia ha negato con forza: «Non siamo mai stati avvisati di un'offensiva su Tripoli, che abbiamo condannato fin dall'inizio», è stata la smentita del ministero degli Esteri. Ecco perché Conte ha cercato la sponda della cancelliera tedesca Angela Merkel, con cui ha avuto un lungo colloquio telefonico. Con Berlino, sin dall'inizio della crisi, l'Italia condivide una certa neutralità, nonché la convinzione che quella politica sia l'unica strada percorribile.

GLI SFOLLATI SONO QUASI 10 MILA

Certo, quelle che Conte stesso ha definito le «influenze esterne» pesano. E infiammano le polemiche, con il vicepremier Matteo Salvini pronto a lanciarsi in un'offensiva verbale contro Parigi. Il dossier libico, del resto, interessa in prima persona il leader leghista, con le possibile conseguenze in fatto di flussi migratori, in piena campagna per le elezioni europee, che la crisi potrebbe scatenare. Secondo l'Onu, sono almeno 9.500 le persone
in fuga
dalle proprie case dall'inizio del conflitto armato. Il tutto mentre a Tripoli esplode la rabbia della piazza contro Haftar, accusato di «tradimento». Centinaia di persone hanno riempito la centralissima Piazza dei Martiri e hanno intonato canti e slogan anche contro la Francia.

IL PUNTO SUGLI SVILUPPI MILITARI

Sul piano più strettamente militare, per la prima volta i raid delle forze di Haftar hanno colpito l'area di Tajoura, a metà strada tra Tripoli e Misurata. Ma anche Zuwara, nei pressi del confine tunisino. L'Eni, che nell'area è impegnata a Mellitah, ha assicurato che le sue attività «proseguono regolarmente» e che «le azioni militari di cui si è parlato sono avvenute a più di 25 chilometri di distanza dalle strutture operative». La linea del fronte nei pressi della capitale ha registrato una giornata di sostanziale calma. Ain Zara, il sobborgo a circa 15 km dal centro di Tripoli teatro nei giorni scorsi di furiose battaglie, è sotto il controllo delle forze governative. A quanto si apprende, i militari di Haftar sarebbero posizionati circa 15 km a Sud.

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