Estratto di "Sergio Marchionne" di Tommaso Ebhardt

Estratto di “Sergio Marchionne” di Tommaso Ebhardt

Il giornalista nel suo ultimo libro indaga le convinzioni, gli interessi e i sentimenti di un uomo riservatissimo che lo aveva riconosciuto come «il suo stalker più affezionato».

01 Maggio 2019 15.16

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In 14 anni ha più che decuplicato il valore del gruppo in Borsa. Ha trasformato la Fiat da azienda italiana sull’orlo del fallimento a potente società globale. Le sue scelte hanno esaltato gli investitori, ma gli hanno attirato accuse come quella di aver spostato il baricentro dell’impresa lontano dall’Italia e quella di aver calpestato i diritti degli operai. Chi è stato Sergio Marchionne, leader visionario e divisivo, e che cosa resta della sua eredità?

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Tommaso Ebhardt – che l’ha inseguito per dieci anni da un capo all’altro del mondo – nel libro Sergio Marchionne (Sperling & Kupfer, 288 pagg, 17,90 euro) ritrae una figura complessa, che si rivela man mano al giornalista in rapide battute, numerose occasioni professionali e preziosi incontri a due, a microfoni spenti. Il suo racconto inizia nel dicembre 2008 con l’operazione Chrysler, ricostruisce i traguardi storici, i progetti falliti, la leadership di Marchionne. E lancia uno sguardo a quello che rimane di Fca dopo la sua tragica scomparsa. Ma soprattutto indaga le convinzioni, gli interessi, i sentimenti privati di un uomo riservatissimo, che tuttavia gli aveva affidato a volte i suoi pensieri, riconoscendolo pubblicamente come «il suo stalker più affezionato». Lettera43.it ne pubblica un estratto.

«Sta male, è sparito», mi scrive una fonte fidata. Inizio a preoccuparmi, chiamo i responsabili della comunicazione. «Stai tranquillo, ha fatto un intervento di routine, torna tra qualche giorno», mi rassicurano in via ufficiosa da Torino e Detroit. Il sito Lettera43.it, del giornalista ed editore Paolo Madron, rompe il silenzio: «Problemi di salute per Marchionne: operato in Svizzera». È il pomeriggio del 5 luglio. Controllo il suo profilo di WhatsApp, ed è ancora stranamente scollegato. È l’ora del tramonto nella silenziosa Iraklia. Una palla infuocata si spegne dentro il mare dietro l’arida Antiparos. Nella baia di fronte alla nostra terrazza, si accendono le luci delle lampade a olio dei ragazzi che fanno campeggio libero in spiaggia. Apro una bottiglia di un intenso vino locale, taglio a piccoli pezzi pomodori e feta per condire una rara pasta Barilla trovata nell’unico negozio dell’isola. In Italia sono le 18.47. «Ti mando un comunicato», mi scrivono via sms. Mi vibra il telefono, c’è una mail da leggere.

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«Un portavoce di FCA, interpellato in merito, ha precisato che il dottor Marchionne si è sottoposto nei giorni scorsi a un intervento chirurgico alla spalla destra ed è ora in fase di recupero. È previsto un breve periodo di convalescenza». È la conferma ufficiale dell’operazione e del ricovero dell’amministratore delegato. A quel punto non è più un segreto per nessuno. Mi metto a scrivere sul terrazzo tra le luci lontane dei traghetti che fanno la spola tra Mykonos e Naxos. Raduno i fatti in un articolo di cronaca. Marchionne non si vede in pubblico da dieci giorni e la Fiat conferma che si è sottoposto a un’operazione chirurgica alla spalla. «Breve periodo di convalescenza», dice la nota di quel giorno basandosi sulle informazioni al momento disponibili dall’ospedale di Zurigo, dove Manuela deve gestire in quelle ore difficili i due ruoli di compagna di Sergio e portavoce. Mi attacco al telefono, sinceramente preoccupato. Scrivo a «Mob MS» un messaggio in cui gli auguro una pronta guarigione. Non verrà mai letto.

Quel fine settimana si corre a Silverstone l’atteso Gran Premio di Gran Bretagna di Formula Uno. La Ferrari di Vettel ci arriva in testa al Mondiale, con un punto di vantaggio su Lewis Hamilton, costretto al ritiro nell’ultima gara in Austria. La rossa si ritrova in prima posizione anche nella classifica dei costruttori. SM ci tiene, lo sanno tutti nel suo inner circle e, infatti, a partire dalle prove del venerdì sono in tanti a scrivergli sull’esito delle qualifiche. Nessuno ottiene risposta. Sabato la pole position va alla Mercedes di Hamilton. Il telefono di SM non risulta connesso. La partenza di domenica è tutta a favore della Ferrari, con Vettel che brucia l’inglese delle frecce d’argento alla prima curva. Hamilton rimane coinvolto in uno scontro con l’altro pilota della rossa, Räikkönen, e finisce in fondo allo schieramento. È molto strano che Marchionne non sia connesso né risponda ai messaggi, in quei momenti concitati. Il tedesco della Ferrari vince la gara seguito da Hamilton, autore di un recupero prodigioso, e dal compagno Räikkönen. Vettel e la Ferrari allungano in testa al Mondiale. E il presidente della rossa cosa fa? Niente. Nessun messaggio, nessun commento, nessun comunicato. Non è da lui.

Cerco conferme in Ferrari. La cosa stupisce molto anche a Maranello, per quanto nessuno si azzardi a fare ipotesi. Chiamo alcune fonti del circus della Formula Uno e le conclusioni che traggo sono che anche tra gli addetti ai lavori nessuno ha avuto contatti con il presidente, né prima né dopo la gara. A Torino, la linea di comunicazione rimane quella dettata il 5 luglio a mercati chiusi: breve convalescenza per operazione alla spalla. Eppure nessuna delle fonti che contatto, mentre con l’eroico traghetto Skopelitis raggiungiamo l’impervia Amorgos, si dice tranquilla sulle condizioni del Dottore, a parte le rassicurazioni ufficiali che vengono veicolate. Il tam-tam tra i suoi diventa sempre più insistente, la rockstar dell’auto non si è più mossa dall’ospedale di Zurigo da fine giugno, il suo telefono non ha più comunicato con nessuno, neanche dopo quell’entusiasmante vittoria della sua Ferrari.

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