Lignano, 60 mln di lire trovate nel sottotetto

Redazione
24/08/2012

Con il passare dei giorni invece di restringersi il campo di indagini intorno alla coppia di anziani commercianti Paolo Burgato...

Lignano, 60 mln di lire trovate nel sottotetto

Con il passare dei giorni invece di restringersi il campo di indagini intorno alla coppia di anziani commercianti Paolo Burgato e Rosetta Sostero massacrati nella loro villetta di Lignano Sabbiadoro, si sono moltiplicati gli interrogativi con possibili nuovi scenari da esplorare.
L’ultima notizia appresa dalle fonti investigative venerdì 24 agosto è il ritrovamento di 60 milioni di vecchie lire nascoste in un sottotetto della villetta. Carta straccia, perché valuta fuori corso, ma che ha stimolato invece nuovi e attuali domande.
DIETRO UN BATTISCOPA. Una cifra considerevole all’epoca che si somma alle decine di migliaia in contanti in euro nascoste dietro un battiscopa.
Difficile credere che i due, avveduti commercianti, abbiano dimenticato tanto danaro in soffitta; ma, ugualmente, non si spiega perché non lo abbiano cambiato in euro, né perché custodissero in casa così tanto denaro contante.
Nemmeno il figlio avrebbe saputo rispondere a tali questioni e avrebbe detto di non avere conoscenza di questa nuova seconda somma, in lire.

Immagini video al setaccio

Allora si è ampliato lo spettro delle indagini e gli investigatori, oltre a setacciare una zona geografica che si è allargata di giorno in giorno, in cerca dell’arma del delitto, starebbero continuando a esaminare le centinaia di ore di registrazione dei filmati girati dalle telecamere comunali e dei negozi di Lignano e numerosi tabulati telefonici.
Un lavoro che richiede molto tempo da parte dei carabinieri che conducono le indagini, coordinate dalla procura di Udine.
A breve, dovrebbero essere pronti i primi esiti degli accertamenti svolti dal Ris di Parma su reperti raccolti nella villetta.
INTERROGATI I PARENTI. Per tutte queste ragioni, gli inquirenti non hanno tralasciato alcuna pista e hanno continuato a riascoltare i parenti più stretti dei coniugi o persone che in qualche modo potrebbero fornire dettagli utili per le indagini.
La villetta dei coniugi, si è appreso, non era protetta da un impianto di videosorveglianza ma era dotata solo di un impianto anti-intrusione, funzionante ma trovato disinserito.
Potrebbe essere stata la stessa coppia, al ritorno a casa, a disinserirlo, prima di subire l’aggressione mortale.