L’industria italiana riprende a tirare

Redazione
20/10/2010

Soffia il vento della ripresa sull’industria italiana. In base ai dati Istat, ad agosto gli ordinativi sono cresciuti del 32,4%...

L’industria italiana riprende a tirare

Soffia il vento della ripresa sull’industria italiana. In base ai dati Istat, ad agosto gli ordinativi sono cresciuti del 32,4% (dato grezzo) rispetto allo stesso mese del 2009, e del 7,3% rispetto a luglio. Si tratta della variazione tendenziale più alta dal 2001, ovvero dall’inizio delle serie storiche, sebbene il livello dell’indice resti sempre più basso di quello all’inizio della crisi, in particolare dall’agosto 2008.
Osservando i dati mensili destagionalizzati, si conferma che la ripresa è trainata dalle esportazioni: +11,5%, mentre è più contenuta la dinamica della domanda domestica +4,7%. La stessa fotografia emerge dai dati su base annuale: +50% dal canale estero, +21,3% dal canale domestico.
In forte crescita anche il fatturato, che ad agosto ha segnato un incremento del 2,8% rispetto a luglio e su base tendenziale un incremento del 13,5% (dato corretto in base ai giorni lavorati). Resta al palo tuttavia il mercato dell’auto: ad agosto il fatturato è sceso del 6,2% rispetto allo stesso mese del 2009, mentre gli ordinativi hanno segnato un rialzo del 4,8%
Intanto il Fondo Monetario internazionale nel rapporto economico regionale dedicato all’Europa, conferma le stime di una ripresa moderata sul continente, con una crescita del 2,3% nel 2010 e del 2,2% nel 2011. Il motore rimarrà la Germania il cui Pil farà un balzo del 3,3% quest’anno per rallentare al 2% nel 2011. Tra i vagoni di coda invece l’Italia, con un aumento dell’1% in entrambi gli anni, inferiore alla media dell’area Euro.
Nel 2011 faranno peggio soltanto la Grecia, che resterà addirittura in recessione (- 2,6%), il Portogallo, che dovrebbe rimanere fermo, e la Spagna, che crescerà appena dello 0,7%. 
Il tasso di inflazione in Italia dovrebbe attestarsi all’1,6% quest’anno, per salire all’1,7% l’anno prossimo, con il deficit pubblico che quest’anno si attesterà al 5,1% per scendere al 4,3% nel 2011. Nel rapporto si legge anche che l’Italia ha varato «un pacchetto di misure di consolidamento, basato su una riduzione delle spese e volto a ridurre il deficit fiscale al di sotto del 3% nel 2012».
Un campanello d’ allarme arriva anche dal Centro studi di Confindustria secondo il quale in Italia «la ripresa perde slancio risentendo delle dinamiche internazionali». Secondo gli analisti della confederazione degli industriali «stando all’indice anticipatore Ocse», il rallentamento durerà ancora «almeno a fine 2010-inizio 2011». Mentre sul fronte del lavoro «le aspettative delle imprese industriali italiane sono di ulteriore riduzione di manodopera nei prossimi mesi, ma a ritmi più contenuti».