L’Inter campione del mondo e i due sassolini di Benitez

Pino Dato
18/12/2010

L'allenatore Benitez si è preso la sua rivalsa su Mourinho e Stankovic.

L’Inter campione del mondo e i due sassolini di Benitez

L’Inter di Benitez sul tetto del mondo. Batte gli africani del Mazembe 3 a 0, gioca benissimo e mette a tacere tutti, amici e nemici. È bizzarra la vita nel calcio italiano e questa non è una novità. Ma l’aspetto più buffo di questa bizzarria a strisce nerazzurre è che il suo allenatore (basta controllare i quotidiani milanesi) era già dato per spacciato a prescindere dal risultato. Ipotesi folle, per un motivo principe: nel calcio, le vittorie sono tutto e quando arrivano hanno un peso specifico che nessun altro aspetto, fatto o dettaglio possono vantare.
Benitez ha vinto tre volte. La prima contro un ambiente decisamente ostile che lo descriveva come un bamboccione di 50 anni arrivato al successo per meriti relativi e troppo dotato di buona educazione per piacere al volgo. La seconda contro i suoi stessi tifosi che noiosamente gli ricordavano la grinta e i successi del suo predecessore Mourinho a ogni passo falso della squadra. La terza contro la sua stessa squadra, costretta a uscire allo scoperto e dimostrare tutto il valore che indubbiamente ha.
Si è poi tolto Benitez un paio di sassolini. Il più caruccio riguarda Mourinho, sempre presente (ma per quanto tempo ancora?). A risultato ottenuto l’ex allenatore dell’Inter ha detto: «Sono con loro». Voleva dire (è una traduzione pressoché scolastica la mia): «È la mia Inter a vincere, non la sua». Benissimo. Ma, se avesse perso, Mourinho dove sarebbe stato? Il secondo sassolino riguarda Stankovic. Prima della partita il serbo ha fatto il divo capriccioso, dicono.
Va ricordato che Stankovic sostituiva l’infortunato Sneijder, il fuoriclasse deluso dalla mancata vittoria del pallone d’oro. E va ricordato che il serbo, in virtù di un elevato indiscutibile rendimento, sta in tempi recenti aumentando i propri galloni sul campo. Ebbene, Benitez, contro ogni aspettativa, e contro ogni pregiudizio sulla sua natura di mollaccione con pancetta, ha alzato per la prima volta la voce e ha escluso Stankovic, mandandolo in panchina. Nessuna diplomazia di superficie è stata liberata per riparare l’asprezza del gesto: scelta tecnica e basta.
Un rischio enorme, per chi conosce le regole un po’ oscene del nostro spogliatoio tipo. Poi, durante la partita, Stankovic è entrato, giocando pure bene. E Benitez si è tolto il secondo sassolino. L’allenatore sono io. Fino alla prossima sconfitta. Ma, intanto, evviva una squadra italiana campione del mondo. Evviva il pacioso (ma intelligente) Benitez.