L’inutile estate della sinistra italiana, senza idee né coraggio

Peppino Caldarola
17/08/2017

Che fare con migranti e Ong? Come porsi nei confronti dell'Egitto per il caso Regeni? Quali soluzioni davanti alla povertà? Continuamo ad attendere delle risposte che sembrano non dover arrivare mai.

L’inutile estate della sinistra italiana, senza idee né coraggio

C'era un tempo in cui la politica andava in vacanza. I grandi leader al mare o, quelli che avevano fatto la Repubblica, preferibilmente in montagna e noi nei giornali a dannarci l'anima su cosa scrivere. A l'Unità quelli di noi che furbescamente sceglievano di stare in città ad agosto (Roma era un'altra cosa e nessuno avrebbe mai sospettato che sarebbe arrivato Grillo con la Raggi) avevano inventato un gioco. Cercavamo quotidianamente le dichiarazioni dei leader minori o in carriera che, approfittando della canicola, dichiaravano all'impazzata, e fra questi decidevamo di lanciarne uno di cui ci occupavamo sempre, dandogli un rilievo immeritato e credo per lui insperato.

QUEI GOVERNI BALNEARI SILENTI. Non faccio nomi, alcuni sono poi diventati importanti, altri si occupano di banche. Insomma, la politica era in vacanza perchè il Paese era in vacanza. E lo era anche il governo che spesso era per l'appunto definito "balneare" con l'onorevole Rumor, veneto di buon carattere, a sbrigare le faccende in attesa che Fanfani, Moro e gli altri decidessero il da farsi, intorno alla metà di settembre, quando iniziava la Fiera del Levante a Bari. Oggi i leader sono sempre tutti in vacanza e anche i loro seguaci più pedissequi sono in costume o con gli scarponi da montagna. Il governo non è balneare anche se Minniti si occupa solo di impedire la balneazione dei poveri. Ma soprattutto non è in vacanza la società, il mondo, la battaglia politica.

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Mentre tutti oziano, pensando a che cosa fare a settembre inoltrato, è scoppiato il caso delle Ong, gli Usa dicono di aver avvisato il governo Renzi sui nomi degli assassini di Regeni, i dati del Pil oscillano come la pressione di un vecchio, la destra cerca di unirsi e fa passi in avanti. Insomma, tutto è in movimento, tranne la sinistra, e con particolare immobilità segue le vicende italiane la sinistra che vorrebbe stupirci e rivoluzionare il mondo o con un nuovo bellissimo Ulivo o con un'altra cosa. Potrebbe essere una strategia, come nelle corse ciclistiche. Voi tutti vi agitate poi io, che sono stato in ultima fila, do la zampata finale e vinco la tappa.

NOI DOBBIAMO ASPETTARE. Potrebbe essere, invece, che oltre le quattro cose retoricamente di sinistra non si abbia nulla da dire. Ci riguarda il destino delle Ong? Ci riguarda l'Austria che, avvicinandosi l'anniversario del 2018, manda i suoi soldati al Brennero? Ci riguarda il dolore della famiglia Regeni? Ci riguarda che, Pil in crescita o no, a settembre molte famiglie non sapranno mettere insieme il pranzo con la cena? È diventato di moda essere leader riluttante. Vengo, non vengo? Ma proprio mi volete? Ma proprio devo fare la lista con quello lì? In questi ansiosi dilemmi si consuma l'estate inutile della sinistra che avrebbe voluto fare sfracelli per surclassare Renzi. Ma noi aspettiamo, ancora un pò.