«Liquami in mare», retata a Napoli

Redazione
28/01/2011

Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile ed il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti...

«Liquami in mare», retata a Napoli

Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile ed il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania sono stati arrestati nell’ambito di un’operazione per reati ambientali eseguita in varie zone d’Italia dai carabinieri del Noe (il Nucleo Operativo Ecologico) e dalla Guardia di Finanza di Napoli.
CONCESSI I DOMICILIARI. Ai due è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nella stessa operazione, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli, sono state arrestate altre 12 persone. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali.
In carcere sono finiti Lionello Serva, ex sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio Di Biasio, tecnico degli impianti del Commissariato, Generoso Schiavone, responsabile della Gestione acque per i depuratori della Regione Campania, Giovanni Melluso, Vincenzo Mettivier (solo omonimo del primario di Ematologia all’ospedale Cardarelli), Antonio Tammaro, Antonio Recano e Gaetano De Bari.
Ai domiciliari:  Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del ministero dell’Ambiente, Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione, Errico Foglia e Gabrile Di Nardo.
Mascazzini è commissario in Abruzzo per la gestione di 40 milioni di euro destinati a interventi per far fronte al rischio idrogeologico.
INDAGATO BASSOLINO. Nella lista dei 38 indagati ci sono altri nomi eccellenti tra cui l’ex presidente della Regione Antonio Bassolino, l’ex assessore regionale Luigi Nocera e l’ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi.
Nel corso delle indagini sarebbe stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del ‘percolato’ (il pericoloso rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme poste a tutela dell’ambiente.
Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.