L’Ira divenne un’impresa con il boom economico

Redazione
13/12/2010

Una nuova infornata di rivelazioni è stata pubblicata nella notte tra il 12 e il 13 dicembre dai media partner...

L’Ira divenne un’impresa con il boom economico

Una nuova infornata di rivelazioni è stata pubblicata nella notte tra il 12 e il 13 dicembre dai media partner di Wikileaks. Il quotidiano britannico Guardian, in particolare, si concentra sull’Irlanda, l’Ira e le attività economiche dell’organizzazione.
Stando al dispaccio datato 27 luglio 2005, a firma del vicecapo della missione diplomatica Usa a Dublino, Jonathan S. Benton, e attribuito ad un dirigente della polizia irlandese, l’Ira sfruttò il boom economico del Paese «per rendersi rispettabile e trasformarsi in un’impresa». In particolare, si legge nel documento, «mentre dagli anni ’70 l’Ira si era specializzata in contrabbando, rapine e racket, la fiorente economia della Tigre Celtica negli anni ’90 la spinse a diversificare le attività in maniera più sofisticata». Come risultato, stando ai cablogrammi, «gli investimenti dell’Ira adesso comprendono proprietà immobiliari a Dublino, Londra e in Spagna, gestite da businessmen apparentemente rispettabili». Sempre secondo i dispacci, i fondi provenienti dalle nuove attività sono utilizzati per finanziare lo Sinn Fein, il partito repubblicano cattolico e indipendentista irlandese. Una tesi smentita però dal quotidiano dalla forza politica.
E sull’Irlanda c’è di più. Sempre il Guardian  dà conto dei sospetti dell’ex primo ministro irlandese Bertie Ahern, convinto che lo Sinn Fein, capeggiato da Jerry Adams, avesse negoziato gli accordi di pace ”in mala fede”.
Stando a cablogrammi del 2005 dall’ambasciatore a Dublino James C Kenny, il premier irlandese era convinto che il capo del movimento fosse al corrente dell’intenzione dell’Ira di mettere a segno il più grande colpo in banca della sua storia. Il riferimento è alla maxi rapina del dicembre 2004 al la filiale della Northern Bank a Belfast, con un bottino da 26,5 milioni di sterline.