Cosa ha detto Draghi su svalutazione della lira, euro e sovranità

Cosa ha detto Draghi su svalutazione della lira, euro e sovranità

15 Dicembre 2018 10.24
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Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha approfittato di un discorso davanti agli studenti in occasione del conferimento di un PhD honoris causa da parte del Sant'Anna di Pisa per lanciare un messaggio a chi mitizza la svalutazione della lira in confronto alla impossibilità di svalutare la moneta unica che è l'euro. Dal varo del sistema monetario europeo «la lira fu svalutata sette volte, eppure la crescita della produttività fu inferiore a quella dell'euro a 12, la crescita del prodotto pressappoco la stessa, il tasso di occupazione ristagnò», ha detto Draghi a Pisa. «Allo stesso tempo», ha sottolineato Draghi, «l'inflazione toccò cumulativamente il 223% contro il 126% dell'area euro a 12». «Alcuni paesi», ha proseguito, «persero sia i benefici della flessibilità dei cambi che la sovranità della loro politica monetaria», e «i costi sociali furono altissimi», in un «processo che si concluse con le crisi valutarie del '92-'93», ha detto il governatore Bce con parole che sembrano riferirsi anche all'Italia e a coloro che criticano l'euro rivendicando sovranità sui tassi di cambio e sui tassi d'interesse.

«PRIMA LE DECISIONI SULLA MONETA VENIVANO PRESE IN GERMANIA»

«La possibilità di stampare moneta per finanziare il deficit» non ha attratto «neanche dai Paesi che fanno parte del mercato unico (Ue, ndr) ma non sono parte dell'euro», ha detto Draghi con parole tese a smentire le tesi dei «presunti vantaggi della sovranità monetaria». Draghi ha ricordato che prima dell'euro «le decisioni rilevanti di politica monetaria erano prese in Germania» mentre oggi sono partecipate da tutti.

«IN ALCUNI PAESI I BENEFICI DELL'EURO NON SI SONO REALIZZATI»

«È anche vero che in vari Paesi i benefici che ci si attendevano dall'Unione monetaria non si sono ancora realizzati» con la «cultura della stabilità che avrebbe portato l'Unione economica e monetaria», ha ammesso il presidente Bce. Ma non era pensabile, ha aggiunto, che a quei benefici «si arrivasse solo dall'unione monetaria». «Occorreva e occorre fare di più», ha puntualizzato per conseguire «più crescita e occupazione».

«ALL'EUROPA SERVONO UNIONE BANCARIA E BILANCIO COMUNE»

«Per porre i Paesi dell'euro al riparo dalle crisi occorre procedere quanto meno sul completamento dell'unione bancaria o su quello del bilancio comune con funzioni anti-crisi», ha ricordato il banchiere centrale, richiamando i Paesi Ue ai loro impegni. «L'inazione su entrambi i fronti è inaccettabile, accentua la fragilità dell'unione monetaria proprio nei momenti di crisi e dunque la divergenza aumenta», ha avvertito lanciando un messaggio soprattutto agli oppositori dell'unione bancaria come i Paesi del Nord Europa.

«SOLO IL PROGETTO EUROPEO CI SALVA DAGLI ILLIBERALISMI»

«Nel resto del mondo il fascino di ricette e regimi illiberali si diffonde, a piccoli passi si rientra nella storia .È per questo che il nostro progetto europeo è oggi ancora più importante. È solo continuandone il progresso, liberandosi le energie individuali ma anche privilegiando l' equità sociale che lo salveremo attraverso le nostre democrazie ma nell'unità di intenti». Riferendosi al discorso di un rappresentante degli studenti, sulle sfide e le difficoltà e il senso di smarrimento nella crisi, Draghi ha commentato: «Mi sento più orgoglioso di essere italiano». E ha suggerito: «Quello che posso dire è di avere coraggio, perché senza il coraggio non si va da nessuna parte».

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