Come i Casalesi trasformavano le lire in euro

Come i Casalesi trasformavano le lire in euro

21 Marzo 2019 20.53
Like me!

Lire "sporche" rimaste nascoste per anni che quattro persone, una delle quali legata al clan dei Casalesi, stavano per trasformare in euro puliti: è quanto hanno scoperto i finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma e del Secondo gruppo di Napoli che, coordinati dalla procura di Napoli Nord, hanno eseguito quattro misure cautelari (tre arresti in carcere e uno ai domiciliari) e sequestrato, nel corso dell'attività investigativa, oltre un miliardo e 100 milioni di vecchie lire.

CONTESTATO IL REATO DI RICICLAGGIO

I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono Antonio Schiavone, Giovanni Elia, Fulvio Cianciaruso e Gaetano Mungiguerra (quest'ultimo ritenuto legato alla mafia casalese), cui viene contestato il reato di tentato riciclaggio. L'operazione, denominata "Miracolo", ha riservato delle sorprese durante le indagini, sulle quali sono in corso ulteriori approfondimenti. La prima riguarda l'intercettazione di una conversazione in cui gli indagati fanno chiaro riferimento a un'ingente somma – ben 20 miliardi di vecchie lire, in sostanza dei "fondi neri" – da convertire in euro.

LE LIRE "SPORCHE" SULLA STRADA DELLA SVIZZERA

Sempre dalle indagini è anche emerso che le lire "sporche" stavano per prendere la strada della Svizzera: in una banca elvetica, infatti, sarebbe dovuta avvenire la 'conversione' finale tra vecchia e nuova valuta. E anche su questo sono in corso ulteriori accertamenti. I quattro, che acquistavano le lire, avevano anche stilato un tariffario: una somma oscillante tra i 35 e i 42 euro a fronte di 200 mila lire. Agli intermediari, invece, andava una commissione del 2%. Inoltre, per dare una parvenza di legalità, gli indagati predisponevano false documentazioni che giustificavano la riconversione delle valute, sfruttando presunte complicità nelle filiali bancarie italiane ed estere. Il meccanismo sfruttava una finestra di circa tre mesi aperta dalla Banca d'Italia: grazie a questa possibilità, malgrado la scadenza della riconversione fosse stata fissata il 28 febbraio 2012, le lire potevano essere convertite in euro a chiunque fosse stato in grado di dimostrare di avere presentato una domanda tra il novembre 2011 e il febbraio 2012. Tra la documentazione falsa allegata alla riconversione sono stati trovati anche documenti attestanti la compravendita di valuta storica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *