Liste elettorali, il Pdl nicchia

Redazione
25/08/2012

Fabrizio Cicchitto è scettico sulla riforma della legge elettorale e, in un’intervista alla stampa, non ha mancato di snocciolare tutti...

Fabrizio Cicchitto è scettico sulla riforma della legge elettorale e, in un’intervista alla stampa, non ha mancato di snocciolare tutti nodi che, al tavolo delle trattative, potrebbero creare un’empasse.
«Un terzo dei parlamentari va scelto dai partiti con i listini bloccati. Certo, delle liste bloccate i partiti hanno fatto pessimo uso, ma senza di esse una serie di parlamentari di alto livello non sarebbe entrata o non entrerebbe più in Parlamento. Serve equilibrio, non demagogia», ha dichiarato il capogruppo alla Camera del Pdl, nella sua intervista a Il Mattino del 25 agosto.
Cicchitto si è mostrato «cauto» sull’accordo per la legge elettorale. «Il filo del dialogo non si è mai interrotto, ma su alcuni punti qualificanti esistono più opzioni». In particolare, «se il premio andrà al primo partito, come chiediamo noi del Pdl, o alla coalizione, come vuole il Pd, e di che entità sarà, se del 10% o del 15%. Poi, preferenze o collegi oppure una soluzione intermedia tra queste due ipotesi?»
CRITICI FORMIGONI E STORACE. Anche per il compagno di partito Roberto Formigoni vale la legge della cautela. «La legge elettorale fa passi avanti, ma senza preferenze non c’é vera scelta dei cittadini». Lapidario il segretario nazionale della Destra Francesco Storace, che ha postato su Twitter: «Col maggioritario si governava con un voto in più. Col proporzionale si governerà con milioni di voti in meno».
 Per non parlare della difesa delle preferenze dell’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, che, dopo aver sentito i commenti dei colleghi pidiellini ha rasentato fiero i toni da sfottò: «Chi cercava di sostenere che le preferenze nella legge elettorale fossero una richiesta degli ex An per chissà quale calcolo astruso, si deve rassegnare».
LA RUSSA: «RASSEGNATEVI ALLE PREFERENZE». Per coordinatore nazionale Pdl, «le dichiarazioni di Casini, di tutto il Terzo polo, di Formigoni, di Fitto, di Lupi e dello stesso Enrico Letta del Pd, – ma l’elenco lunghissimo potrebbe continuare – fanno capire che il vero modo per far scegliere realmente ai cittadini i propri parlamentari è il sistema delle preferenze».
«Chi fa finta di non capire», ha concluso La Russa, «nasconde motivi poco nobili o semplicemente cerca di perpetuare un centralismo democratico, tanto caro storicamente alla sinistra che ha contagiato settori di tutti i partiti restii a cedere potere ai cittadini».

Elezioni, «Pdl resta il partito del centrodestra»

Quanto al dibattito sulle elezioni, «il Pdl resta la larga parte del centrodestra. Qualsiasi sarà il sistema elettorale, dovremo fare liste inclusive e non esclusive», ha precisato Cicchitto. «Non ho pregiudiziali sui nomi, ma ricordo a Berlusconi che la sigla del Pdl è conosciuta da tutti. Abbandonarla crea un problema di scarsa conoscibilità nell’elettorato».
Sulla possibilità di una grande coalizione, «a spazzare via ogni ipotesi ci ha pensato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che considera chiusa l’esperienza Monti, lo critica già nell’oggi e pone una serie di problemi da qui alla fine della legislatura».
BERSANI NEL MIRINO DEL PDL. Come se non bastasse, «propone un patto da Vendola a Casini ma sulla base dell’assunto che bisogna superare una parte cospicua di quello che ha fatto sinora il governo. Come può reggere», si chiede Cicchitto, «tale alleanza alla luce di quanto dicono, in modo opposto, da un lato Vendola e dall’altro Casini?»
Per il senatore della Lega Nord Gianvittore Vaccari, «Pd e Pdl hanno venduto il loro voto sull’assunzione degli statali in cambio della legge elettorale. Ministro Fornero, se ci sei batti un colpo. Ci aspettiamo adesso che siano messi almeno pari soldi reali per contributi alle piccole e medie imprese».
IDV: «L’ACCORDO È UN INCIUCIO». Anche per l’Italia dei valori (Idv), comunque, l’accordo sulla legge elettorale tra i partiti sarà un compromesso al ribasso. «Da più di un anno l’Italia dei Valori ha raccolto 1 milione e 200 mila firme contro il Porcellum. Siamo i primi a voler cambiare l’attuale sistema elettorale ma se prevarranno i veti incrociati e i giochi di potere tra Pd, Pdl e Udc passeremo dalla padella alla brace», ha commentato il presidente dell’IdV al Senato Felice Belisario.
«I presunti riformatori della triade si metteranno d’accordo per tenersi strette le poltrone, imponendo al Paese un altro quinquennio di inciuci. Siamo pronti a scendere in piazza contro l’ennesima porcata», promette guerra Belisario.
L’UDC: «TEMPO DI ESSERE RESPONSABILI». Quanto all’Unione di centro o Udc, il deputato Antonio De Poli ha affermato: «L’intesa sulla legge elettorale è vicina ma il Parlamento non può essere un passacarte. Si voti liberamente sulle preferenze e ciascuno si assuma le sue responsabilità».

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