«L’Italia è senza bussola»

Redazione
03/10/2010

«L’Italia ha perso la bussola. Qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti». È stato duro il...

«L’Italia è senza bussola»

«L’Italia ha perso la bussola. Qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti».
È stato duro il j’accuse di Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, lanciato il 2 ottobre davanti al convegno della federazione dei Cavalieri del lavoro riunita a Firenze. In quello che è parso come un vero e proprio sfogo, il manager ha ammesso che, nelle sue trasferte all’estero è addirittura imbarazzante spiegare ciò che sta accadendo in Italia.
«In questo clima d’incertezza», ha proseguito il manager dal maglioncino blu,  «aspettare la crescita senza fare nulla è un atto di fede. È arrivato il momento di sostenere i lavoratori e le famiglie, di stimolare i consumi, di dare solidità e concretezza ai segnali di ripresa».

Fiat va nella direzione giusta

Il manager italo-canadese ha poi difeso con fermezza l’accordo di Pomigliano e la politica industriale di Fabbrica Italia: «Abbiamo investito 20 miliardi di euro per modernizzare un sistema produttivo fatiscente», ha sottolineato, ricordando come il dovere principale di Fiat sia di guardare, prima di tutto, all’Italia, nonostante le logiche economico-finanziarie della competitività spingerebbero la produzione verso Paesi che «offrono condizioni più vantaggiose e maggiori certezze».
Marchionne ha poi riservato una frecciata al governo: «Il ministro per lo Sviluppo? Lo sto aspettando come voi».

L’appello del mondo industriale

Il mondo industriale aveva già criticato l’immobilismo della politica italiana in materia economica. Gli ultimi appelli erano stati quelli di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e di Luca Cordero di Montezemolo, di “Italiafutura” che avevano chiesto all’esecutivo di andare avanti e governare invece di perdersi in battaglie politiche intestine.