«L’Italia esce dal 2010 rafforzata»

Redazione
24/12/2010

Dopo l’intervento alla trasmissione Mattino cinque, il premier Silvio Berlusconi è tornato a far sentire la propria voce il giorno...

«L’Italia esce dal 2010 rafforzata»

Dopo l’intervento alla trasmissione Mattino cinque, il premier Silvio Berlusconi è tornato a far sentire la propria voce il giorno della vigilia di Natale. «Sono convinto che interrompere la legislatura sarebbe un grave danno per il Paese e opereremo affinché questa eventualità non si realizzi», ha detto in un audio messaggio inviato ai Promotori della Libertà. Tuttavia, «se non avessimo quella maggioranza necessaria per far approvare dal Parlamento le riforme indispensabili per il Paese non ci sarà altra scelta che tornare dal popolo sovrano». 
«Il voto sulle mozioni di sfiducia», ha aggiunto, «ha dimostrato che non esiste né in Parlamento né nel Paese un’alternativa credibile a questa maggioranza».
POSITIVO SULL’ECONOMIA. Il primo ministro ha poi voluto soffermarsi sul quadro economico complessivo, dando enfasi alle valutazioni dell’Europa. «Entro il 2012 il ritmo di crescita dell’Italia tornerà ai livelli pre-crisi. Lo afferma la Commissione europea che ha recentemente ribadito il giudizio positivo sulle modalità con le quali il Governo italiano, il nostro Governo, ha affrontato la più grave emergenza finanziaria dal 1929 ad oggi».
Il premier si è detto certo che l’Italia esca dal 2010 più forte di quanto non fosse all’inizio della crisi. «Il 2010 è stato un anno difficile per molti Paesi che pure erano entrati nella crisi più solidi di noi perché non gravati del debito pubblico che noi abbiamo ereditato dal passato, ma che sono ugualmente finiti nel mirino della speculazione internazionale», ha rivendicato il premier. «Abbiamo, dunque, l’orgoglio di aver ben operato tenendo in sicurezza il bilancio pubblico ed evitando che la crisi economica minasse la coesione sociale che è un bene prezioso».
L’AUGURIO DI VENDOLA. Un altro audiomessaggio è stato inviato il governatore della Puglia, Nichi Vendola, al programma di Radio2 Un giorno da pecora. Che regalo farebbe a Berlusconi? «Spero di regalargli un’inquietudine, quella per cui possa immaginare cosa effettivamente non ha. Gli regalerei un brano di letteratura francescana, un grembiule come quelli che si mettono nelle chiese dei poveri, vorrei regalargli delle parole, un sorriso. E voglio augurargli in modo particolare di recuperare un rapporto buono con la sua età, per essere un buon nonno, che è un ruolo fondamentale nella vita. E se fossi un oppositore irriguardoso, gli augurerei di fare il nonno a tempo pieno», ha concluso Vendola.