L’Italia in un vicolo cieco e la politica prostituita

Filippo Rossi
18/01/2011

La vicenda di Berlusconi e Ruby domina tutti i quotidiani.

L’Italia in un vicolo cieco e la politica prostituita

Il vicolo cieco: eccolo, il rischio peggiore per il Paese. Lo stallo, il blocco. La guerra di trincea, insomma. Lo scrive Massimo Franco sul Corriere di oggi. E delinea il fantasma di una «terra di nessuno politica e giudiziaria riempita da episodi squallidi e da veleni destinati a raggiungere un solo risultato: la riduzione, a livello internazionale, dell’Italia a caricatura di un Paese occidentale». E «la diga politica che il centrodestra ha eretto a difesa del proprio leader appare per il momento granitica, indistruttibile».
SCIACALLI E PORNO SPIONI. Eppure, continua Franco, «per evitare che questa barriera di solidarietà appaia come un bunker nel quale si asserraglia un potere autoreferenziale, forse non basta evocare un complotto». No, non basta. E il rischio di apparire chiuso in un bunker, per il premier, è sempre più reale. Nonostante i titoli del Giornale, che attacca la «macelleria», «l’orgia della procura», gli «sciacalli» e i «porno spioni» (come se i magistrati fossero voyeur e ad Arcore si giocasse a briscola), tenta disperatamente qualche affondo su Fini e bastona i «moralisti».
UN QUADRO DRAMMATICO. Serve a poco, la barriera, e basta leggere le carte pubblicate dai quotidiani per capirlo. Sulla Repubblica avvisano i lettori che a scorrere le 389 pagine «cade l’umore» davanti a un «quadro prima malinconico, ma poi drammaticamente pericoloso per la credibilità delle istituzioni». E tra bunga bunga e cortigiani del sultano, ricatti e lap dance, «anche un criticone della vita disordinata di Berlusconi non avrebbe potuto immaginare questo squallore», scrivono Piero Colaprico e Giuseppe D’Avanzo.
PREMIER VULNERABILE. Siamo al capolinea, forse. E sempre la Repubblica, con un editoriale non firmato, parla di «politica prostituita da un primo ministro che teme le rivelazioni sulle sue notti, è vulnerabile dalle sue partner occasionali, è ricattato dalle minorenni, dichiara guerra alle intercettazioni e ai giornali soltanto per difendersi dalla valanga di scandali che lo sovrasta: soprattutto mente e invita le ragazze a mentire». L’invito è chiaro: «Si dimetta». L’unico modo per evitare che il Drago «distrugga il tempio con se stesso».