L’Italia non è la Grecia grazie al sommerso

Redazione
25/08/2012

L’Italia non è in crisi come Grecia, Spagna e Portogallo grazie all’economia sommersa. Secondo lo studio della Stratfor l’Italia non si troverebbe...

L’Italia non è in crisi come Grecia, Spagna e Portogallo grazie all’economia sommersa. Secondo lo studio della Stratfor l’Italia non si troverebbe nelle stesse condizioni, sociali ed economiche, di altri paesi della periferia dell’eurozona grazie ad alcune sue peculiarità come la struttura familiare, quella che viene chiamata “l’interazione tra le decisioni economiche motivate politicamente” del governo centrale e di quelli regionali ed infine la grande espansione dell’economia sommersa. Quest’ultima ha un volume equivalente a circa un quinto del pil italiano. Le cifre, però, non sono precisissime a causa delle difficoltà intrinseche nel calcolo del sommerso.
IL NERO VALE 275 MILIARDI DI EURO. Secondo l’Istat, l’istituto nazionale di statistica,nel 2008 l’economia sommersa variava tra il 16,3% e il 17,5% del pil (ovvero tra un minimo di 255 ad un massimo di 275 miliardi di euro). Secondo la Banca d’Italia, invece, nel 2008 l’economia informale valeva il 18,5% di quella reale. «L’economia irregolare» spiega il report della Stratfor «è una seria sfida per Roma perché limita la capacità del governo di ridurre il deficit e migliorare la propria situazione finanziaria. Allo stesso tempo, però, le attività irregolari stanno aiutando una parte della popolazione a mitigare gli effetti della recessione e pertanto stanno allontanando la diffusione del malcontento sociale che è emerso in altri paesi della periferia europea».
I RISCHI DEL SOMMERSO: IL CASO SICILIA. L’economia sommersa combinata alla struttura familiare tipicamente italiana avrebbe, secondo la Stratfor, smussato gli effetti maggiormente nefasti della crisi. Questo, però, pone il governo centrale di fronte ad un importante bivio, che potremmo definire etico, e ad alcuni gravi rischi, come dimostra il caso Sicilia. «Roma ha bisogno di aumentare le entrate fiscali per ridurre il proprio deficit. Per questo motivo il governo centrale ha intensificato la lotta contro l’evasione», si legge nel dossier, «allo stesso tempo, Roma sa che la piccola evasione agisce come valvola di sicurezza nei confronti della crisi, così che è disposta a tollerare alcuni gradi di irregolarità». In altre parole, spiega il dossier, in Italia come nel resto del mondo l’economia non può essere mai separata dalla politica. Il report conclude la sua analisi con una riflessione ottimista, ma allo stesso tempo grottesca, come troppo spesso accade quando si parla di Italia. «Se combiniamo attività regolari, irregolari ed anche criminali, l’Italia è un paese più ricco di quanto non appaia».