Lo scudo fiscale scontenta tutti

15 Dicembre 2011 11.00
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Caro Direttore,

nella “Manovra Monti” si è stabilito che ci sarà un
prelievo dell’1,5% sui capitali scudati. Questa cosa mi fa
andare in bestia, da due punti di vista opposti.

Lato evasore. 1) Io evasore ho riportato il denaro in Italia a
fronte di un patto-contratto con lo stato per cui
forfettariamente mi applicava una (sbagliatissima, bassissima,
scandalosa quanto volete) aliquota del 5%. Ora lo Stato si
rimangia la parola. Provate, nella vita di tutti i giorni, a non
rispettare un contratto e vedete che succede. 2) Qual è il
titolo per il quale lo stato può, una volta “ripulito” il
denaro della mia evasione, dichiarare quell’ammontare di denaro
“capitale scudato”? 3) Io evasore, dopo essermi messo in
regola con lo Stato, ho sbriciolato il capitale: ho comprato
immobili, auto, l’ho speso per affari personali, ecc. Come fa
lo Stato a ricostruire il capitale per poter applicare
correttamente la nuova tassazione? 

Lato cittadino: 1) La tassa prevede un aumento dello 0,4% per
mantenere l’anonimato. Ma se si impone una tassa per mantenere
l’anonimato come si fa a combattere l’evasione? 2) Si può
sapere perché applicare solo un insulso 1,5%? Visto che ci
siamo, poteva fare un altro 5%, no? Che calcolo è stato fatto
dietro a questa aliquota? Il discorso potrebbe essere lungo sul
perché, ma ha il sapore di “protezione” proprio verso quei
famosi “poteri forti” da i quali il Prof. Monti si era
affrettato a dichiararsi estraneo. Mi sbaglierò.

Succo della vicenda (e consiglio personale): giusta o non giusta,
fai una patrimoniale come si deve e non ne parliamo più.
Altrimenti, messa così, significa tutelare il grande evasore e,
contemporaneamente, far credere al cittadino di averlo pizzicato.

 

Frankie Burrini

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