Lo zio guardato a vista

Redazione
07/10/2010

Manifesta intenzioni suicide nel carcere di Taranto Michele Misseri, il 57enne che giovedì 7 ottobre ha confessato di aver ucciso...

Manifesta intenzioni suicide nel carcere di Taranto Michele Misseri, il 57enne che giovedì 7 ottobre ha confessato di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi (leggi l’articolo) che opponeva resistenza alle sue avance. Lo ha dichiarato all’agenzia Adnkronos l’avvocato Daniele Galoppa, nominato legale d’ufficio dell’uomo. I funerali della 15enne, strangolata il 26 agosto, verranno celebrati il 9 ottobre ad Avetrana. Il sindaco Mario de Marco ha annunciando che verranno celebrati con rito cattolico «anche se Sarah non è stata battezzata» (leggi la notizia) e ha proclamato il lutto cittadino.
La madre di uno dei compagni di scuola della ragazza ha lasciato uno striscione davanti alla casa della ragazza: «Pena di morte per lo zio animale». La donna ha detto di averlo fatto perchè «mamma di due figli della stessa età».
Intanto, i risultati dell’autopsia hanno confermato che Sarah Scazzi è morta per strangolamento. Si attende ora l’esito degli esami per la verifica della violenza sessuale post mortem, confessata il 7 ottobre dallo zio Michele Misseri.
Il padre Giacomo Scazzi, atterrato all’aeroporto di Brindisi per salutare per l’ultima volta la figlia, ha detto ai microfoni di Studio Aperto-Live, lo speciale del tg di Italia: «Non ho mai sospettato di mio cognato Michele e non ho mai parlato con lui in questi giorni. Avevo sempre una speranza. Ora sto male e basta».
Durissime anche le parole di Claudio Scazzi, fratello di Sarah: «Se si suicida fa l’unica cosa giusta della sua vita», ha detto riferendosi allo zio, «non deve più esistere» (leggi l’articolo). Anche la figlia di Michele, Sabrina, il 7 ottbre aveva dichiarato: «Deve pagare per quello che ha fatto»,
Il cadavere della quindicenne è stato ritrovato giovedì 7 ottobre (guarda la gallery), in una cisterna nelle campagne tra Avetrana e Nardò, dopo 42 giorni dalla scomparsa (leggi l’articolo). L’omicidio sarebbe avvenuto il 26 agosto nel garage della casa di Misseri. L’assassino ha dichiarato di avere violentato la quindicenne dopo averla uccisa e di avere trasportato il cadavere in campagna con la sua auto.
«Un caso di pedofilia degenerata, dettato dall’ossessione per la nipote, ma non siamo di fronte a un mostro in partenza», ha dichiarato a Lettera43, Massimo Picozzi, psichiatra e docente di criminologia all’Universita Carlo Cattaneo di Castellanza (leggi l’intervista).
I sospetti si erano concentrati su Misseri il 29 settembre, quando l’uomo aveva dichiarato di aver ritrovato per caso il cellulare della ragazza nelle campagne di Avetrana (leggi l’articolo).