La nuova lobby dei chirurghi estetici che è riuscita a farsi cancellare l’Iva sugli interventi

Paolo Madron
30/11/2023

I 400 COLPI. Tassisti? Balneari? No, da oggi c'è un'altra potentissima categoria a cui il governo ha rimpinguato il giro d’affari, allargando i confini dell’esenzione alle operazioni che tutelano la salute psicofisica di chi vi ricorre. Peccato che su pannolini e latte in polvere l'imposta era stata raddoppiata. È più importante la bellezza o la procreazione?

La nuova lobby dei chirurghi estetici che è riuscita a farsi cancellare l’Iva sugli interventi

Tutti a parlare di quanto siano forti le lobby dei balneari e dei tassisti, che eroicamente resistono a ogni tentativo di liberalizzazione, alle bestemmie degli utenti che li aspettano in fila per ore e al fatto che oramai per un posto in spiaggia occorra presentarsi muniti di fideiussione bancaria. Ma da oggi si scopre che c’è un’altra lobby potentissima di cui finora si era sottovalutata l’esistenza, quella dei chirurghi estetici, che è riuscita a infilare nel decreto Anticipi la cancellazione dell’Iva sugli interventi. Si badi bene che nel suddetto decreto dovrebbero finire quelli che si chiamano provvedimenti indifferibili, tipo il rinvio di imposte per le zone colpite da calamità naturali, rifinanziamento di leggi precedenti o istituzione di fondi ad hoc che consentano di far partire il sostegno a particolari iniziative (il campionario è vastissimo: edilizia scolastica, sport, sostegno alle imprese, eccetera).

Se mi trovo particolarmente brutto, non pago l’Iva sulla fattura del chirurgo

Ora, quale sia l’urgenza di togliere l’Iva sui ritocchi non è dato sapere. Probabilmente la domanda se la deve essere posta anche il legislatore il quale, prevedendo le critiche, si è affrettato a precisare che la decisione riguarda solo gli interventi a fini terapeutici. Però siccome la maggioranza di quelli che ricorrono alla chirurgia estetica lo fanno per sentirsi più belli, i paletti messi gli devono essere sembrati troppo stretti per rimpinguare il giro d’affari della categoria. Ecco che allora ha subito allargato i confini dell’esenzione a quegli interventi che servono a tutelare la salute psicofisica di chi vi ricorre. Tradotto: se io mi trovo particolarmente brutto e la ferale constatazione mi porta a cadere in depressione, non pago l’Iva sulla fattura del chirurgo che mi avrà restituito l’autostima. E chi stabilisce se faccio il furbo o sto veramente male quando mi guardo allo specchio? Un certificato del medico attesterà la fondatezza della mia richiesta. Ah beh, allora siamo sicuri che sotto i bisturi del chirurgo plastico sfileranno solo tipi alla Body Bizarre, la fortunata serie di Real Time che propone allo spettatore una galleria di corpi e facce deformate cui il medico e la sua equipe devono trovare rimedio.

La nuova lobby dei chirurghi estetici che è riuscita a farsi cancellare l’Iva sugli interventi
Il governo ha cancellato l’Iva sugli interventi di chirurgia estetica (Getty).

E ora a chi lo dirà alle italiche mamme che si sono viste raddoppiare l’imposta?

A questo punto sorge spontanea la domanda: d’accordo che il primo governo di destra della storia repubblicana è Open to meraviglia, e fa della bellezza dei monumenti e qualcuno aggiungerebbe della razza un motivo di orgoglio. Ma che dire delle italiche mamme, chiamate a figliare per scongiurare il rischio di indesiderate sostituzioni etniche, che si sono viste raddoppiare l’Iva su pannolini, seggiolini e latte in polvere? È più importante l’estetica o la procreazione? Sono questi, come diceva con pensoso tormento il manovale Marcello Mastroianni nel Dramma della gelosia di Ettore Scola, gli interrogativi cui dobbiamo rispondere.