L’odio vola sul web

Redazione
15/10/2010

Da Londra Alessandro Carlini Per Robert Tyler, un 34enne della periferia di Londra, la lotta contro il colosso dell’aviazione Ryanair...

L’odio vola sul web

Da Londra
Alessandro Carlini

Per Robert Tyler, un 34enne della periferia di Londra, la lotta contro il colosso dell’aviazione Ryanair è diventata una ragione di vita.
Dal 2007, dopo che un volo con la compagnia low-cost si è trasformato in un’odissea, Robert ha concentrato tutto il suo odio per la società irlandese in un sito: Ihateryanair.com (io odio Ryanair). Lì ha raccolto le testimonianze degli altri viaggiatori rimasti  “vittime” dei metodi sbrigativi e spesso rudi della compagnia: uno di questi ha raccontato addirittura di essere stato arrestato perché si era rifiutato di pagare un panino. 
Il sito ha riscosso un grande successo, fino a quando i legali di Ryanair non si sono scatenati, sostenendo che il linguaggio usato era denigratorio nei confronti della compagnia. Per farlo chiudere si sono rivolti perfino a Nominet, il gestore dei domini del Regno Unito, cercando ogni tipo di appiglio. Che, alla fine, è stato trovato: Tyler da quel sito aveva guadagnato 322 sterline, attraverso link pubblicitari, sfruttando in questo modo il nome della società irlandese.

Arrabbiatura.org

Nominet ha quindi intimato a Tyler di eliminare la natura commerciale del sito; le parolacce contro Ryanair, invece, potevano restare. Robert così ha registrato Ihateryanair.org ed eliminato ogni pubblicità.
L’attivista è ripartito alla carica, e si è scagliato immediatamente contro l’assordante trombetta che si sente subito dopo l’atterraggio degli aerei Ryanair, con tanto di proclamazione del record di puntualità della compagnia. «Non c’è cosa più falsa in quell’annuncio», ha dichiarato Tyler nel suo blog, «infatti se si controlla sul tabellone degli arrivi si nota che i voli sono spesso in ritardo».
Robert è talmente arrabbiato che rischia regolarmente, con il suo linguaggio scurrile, di beccarsi una denuncia per diffamazione. E continua a dispensare consigli ai viaggiatori. Uno su tutti: «Perché la prossima volta non provate una vera compagnia aerea? Vi darà la possibilità di atterrare nella destinazione che avevate richiesto, invece di essere abbandonati in un campo pieno di letame a 150 km di distanza dalla meta».