Lombardia: Maroni passa il testimone, inizia l’era Fontana

Redazione
27/03/2018

È stata la giornata dei due governatori, a Palazzo Lombardia: Attilio Fontana ha preso ufficialmente il posto di Roberto Maroni...

Lombardia: Maroni passa il testimone, inizia l’era Fontana

È stata la giornata dei due governatori, a Palazzo Lombardia: Attilio Fontana ha preso ufficialmente il posto di Roberto Maroni alla presidenza della Regione. Entrambi leghisti, entrambi avvocati, entrambi di Varese, in mattinata Fontana e Maroni si sono avvicendati come due amici che si conoscono «da quarant'anni». Nessuna cerimonia dello scambio della campanella, come aveva voluto cinque anni fa Roberto Formigoni, copiando l'usanza romana di Palazzo Chigi. Ma due brevi discorsi e un brindisi nella sala dedicata a Marco Biagi.

ACCORDO SULL'AUTONOMIA LA PRIORITÀ. «A Fontana», ha detto Maroni, «lascio un focus del nostro piano di sviluppo regionale, siamo gente concreta noi di Varese…». Se c'è una priorità che i due governatori condividono, è quella di concludere col prossimo governo l'accordo sull'autonomia. Ci sarà anche un assessore ad hoc, Stefano Bruno Galli. Ma per il resto, è tutta un'altra pagina. «Con la politica non si smette mai, ma ho chiuso con gli incarichi istituzionali», ha ribadito Maroni, che ha rinunciato a correre per un secondo mandato. E così, mentre le macchine dell'ex presidente si allontanavano da Palazzo Lombardia, il nuovo presidente si è messo al lavoro in un ufficio temporaneo, al primo piano, incontrando dirigenti e funzionari dopo il primo impegno ufficiale fra i sindaci lombardi dell'Anci.

GIUNTA PRONTA PER IL 29. Nelle prossime ore Fontana salirà nell'ufficio che è stato dei suoi due predecessori, al 35esimo piano. E lì metterà la firma definitiva alla squadra di Giunta, che è in fase di limatura e sarà presentata «giovedì pomeriggio». L'accordo raggiunto nel centrodestra è per 16 assessori più 4 sottosegretari: 7 alla Lega, 5 a FI, 2 a FdI e uno a testa per Lista Fontana e NcI. Manca però ancora la quadra su alcune deleghe dei berlusconiani, mentre sarebbe in bilico il ripescaggio di Raffaele Cattaneo alla Mobilità.

MAGGIORANZA SOLIDA. Quello che non è in dubbio è la solidità numerica della maggioranza, tanto da rendere Fontana insensibile alle sirene di un accordo nazionale fra Lega e M5s (che con Dario Violi gli ha già peraltro rinfacciato di occuparsi solo «di poltrone»). «La mia fortuna», ha detto Fontana ai giornalisti, «è di raccogliere il testimone da un'amministrazione che ha operato bene, per cui la strada è più semplice. Sul resto, il concetto di fondo è che la maggioranza è autosufficiente. Se poi ci saranno degli appoggi esterni, ben vengano».

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