L’Onda è tornata

Redazione
08/10/2010

Un fiume di studenti, professori, ricercatori, precari ha invaso l’8 ottobre le principali città italiane in protesta contro la riforma...

L’Onda è tornata

Un fiume di studenti, professori, ricercatori, precari ha invaso l’8 ottobre le principali città italiane in protesta contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. Un’ora di sciopero è stata indetta anche dalla Flc-Cgil.
Al corteo milanese, partito da piazza Cairoli, hanno partecipaato diverse organizzazioni studentesche, i precari della scuola, Rete Scuole, universitari di Pavia e di Varese, oltre al candidato alle primarie del Pd, Giuliano Pisapia. La manifestazione di Milano è stata scandita da slogan «contro la cultura militare nelle scuole» e dal lancio di uova e zolle di terra contro la sede del provveditorato. La sagoma del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini in tuta mimetica è stata bersagliata dal lancio di uova, rotoli di carta igienica e qualche petardo. In piazza Missori ci sono stati momenti di tensione tra i manifestanti e la polizia. Secondo quanto ha raccontato professore precario, gli agenti avrebbero caricato un gruppo di universitari in corteo non autorizzato all’università Statale. 
Tensione anche a Torino dove, al termine del corteo partito da piazza Arbarello, gli studenti hanno lanciato uova, fumogeni e altri oggetti contro la polizia., senza però gravi conseguenze.
A Roma invece le inziative di protesta sono partite già dalle prime ore della mattina: due striscioni sono stati piazzati all’alba davanti al ministero della pubblica istruzione in viale trastevere a Roma. «ottobre, 6.30 del mattino. Voi l’incubo, noi la sveglia». «La paura fa 90». Il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha commentato così le manifestazioni nella capitale: «fantastico che il corteo studentesco si sia aperto con lo striscione “per il bene comune”. E’ un messaggio culturale fortissimo, una lezione per l’italia. Mi sento vicinissimo a questo spirito dei giovani, e dico loro semplicemente grazie perché avete dato una lezione all’Italia».
Manifestazioni si sono svolte anche a Napoli, Cagliari, Bari, Aosta, Bologna, Palermo.
Il ministro Mariastella Gelmini, però ha derubricato le proteste a mera espressione di una vecchia cultura e di «vecchi slogan di chi vuole mantenere lo status quo». «Bisogna avere il coraggio di cambiare – ha detto – . È indispensabile proseguire sulla strada delle riforme: dobbiamo puntare a una scuola di qualità, più legata al mondo del lavoro e più internazionale. Per ottenere questi obiettivi stiamo rivedendo completamente i meccanismi di inefficienza che hanno indebolito la scuola italiana in passato. Un lavoro e un percorso difficile, ma indispensabile. È necessario lo sforzo di tutti coloro che hanno a cuore la scuola». La protesta secondo Gelmini è stata istigata da chi «è aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento e crede di usare la scuola come luogo di indottrinamento politico della sinistra».