Londra 2012, Giochi di protesta

29 Febbraio 2012 10.12
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Londra 2012 a rischio scioperi. A cinque mesi esatti dall’inizio dei Giochi londinesi, alcune delle principali organizzazioni sindacali del Regno Unito hanno lasciato intendere di essere pronte a organizzare manifestazioni e azioni di protesta anche durante i 16 giorni dell’evento a cinque cerchi. La pax olimpica richiesta fra il 27 luglio e il 12 agosto ai sindacati d’Oltremanica dal governo di David Cameron, insomma, potrebbe non essere rispettata.
SINDACATI IN PIAZZA. I tagli al welfare sociale, i licenziamenti in corso nel settore pubblico e in quello privato – oltre all’elevato tasso di disoccupazione che ha raggiunto l’8,4% nell’ultimo trimestre dell’anno passato – hanno convinto i sindacati britannici a proseguire sulla strada delle mobilitazioni intrapresa nell’estate del 2011.
Le organizzazioni sindacali del Regno Unito contestano anche la proposta di legge sulla salute e la previdenza sociale, attualmente in discussione presso il parlamento di Westminster, che viene ritenuta il primo passo verso una privatizzazione della Nhs, il sistema sanitario nazionale britannico, afflitto da cronici problemi di budget.
Martedì 28 febbraio è toccato a Len McCluskey, leader di Unite – una delle principali unioni sindacali della Gran Bretagna – avvisare coalizione di governo e opposizione: «L’idea che questi magnifici Giochi olimpici debbano svolgersi come se la situazione fosse tutta rose e fiori è impensabile». Una frase che né Cameron né Ed Milliband possono permettersi di sottovalutare.

Cameron restringe il diritto di sciopero in occasione dei Giochi

Nel corso di un’intervista concessa al Guardian, McCluskey ha ribadito che «i sindacati e gli inglesi hanno tutto il diritto di protestare in un momento come questo.
E se le Olimpiadi ci offrono l’opportunità di farle sentire la nostra voce davanti al mondo intero, allora un simile evento è esattamente quello che stavamo aspettando».
In occasione della 16 giorni olimpica, il segretario generale di Unite ha escluso il ricorso a scioperi generali sul modello di quelli avvenuti il 30 giugno e il 30 novembre scorsi e capaci di coinvolgere milioni di lavoratori fra settore pubblico e privato.
McCluskey ha invece promesso «una serie di azioni di protesta sul modello di quelle compiute dagli attivisti di Uk-Uncut» per l’estate olimpica alle porte.
E il leader di Unite non si è lasciato intimidire dalla possibilità che il governo Cameron restringa il diritto di sciopero in occasione dei Giochi a cinque cerchi rendendo di fatto illegale ogni mobilitazione sindacale.
PRONTI A INFRANGERE LA LEGGE. «Se sarà necessario infrangere la legge per difendere i nostri diritti di base, allora lo faremo e i ministri della coalizione dovranno essere pronti a pagarne le conseguenze», ha affermato McCluskey.
Frasi che hanno indignato la parlamentare conservatrice Sayeeda Warsi, secondo la quale «i Giochi di Londra 2012 saranno una grande occasione per il Regno Unito ed è una disgrazia che un leader sindacale come McCluskey chieda di disturbarli con azioni di protesta mentre gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sulla Gran Bretagna».
Imbarazzate, invece, le reazioni alle parole del segretario generale di Unite da parte di Tessa Jowell, ministro ombra per l’Olimpiade londinese dell’opposizione laburista e riportate da Bbc News.
JOWELL: PUNTARE ALLA NEGOZIAZIONE. «Sindacati e datori di lavoro dovrebbero incontrarsi in privato per avviare negoziazioni che consentano di risolvere i problemi esistenti senza porre minacce sui Giochi o interferire con il loro svolgimento», ha dichiarato Jowell dicendosi convinta del fatto che «nessun atleta o turista in arrivo a Londra per seguire le competizioni olimpiche possa capire le ragioni di un’eventuale protesta e quindi solidarizzare con i manifestanti». Una divergenza d’opinioni che rischia di creare una frattura fra un sindacato che conta 1 milione e mezzo di iscritti e il principale partito d’opposizione.
Come evidenziato dal Sun, il fatto che Unite sia stato il principale finanziatore dei labour nel corso del 2011 con donazioni pari a 1 milione e mezzo di sterline rappresenta una preoccupazione in più per il leader laburista Milliband.

La frattura tra i vertici della metropolitana e i sindacati del Tube

Senza contare che le posizioni di McCluskey sulle azioni di protesta da compiere durante l’Olimpiade londinese non sono affatto isolate nella galassia sindacale d’Oltremanica.
Proprio martedì 28 febbraio, infatti, si è consumata una frattura che rischia di essere definitiva fra i vertici della metropolitana londinese e i sindacati dei lavoratori del Tube, riuniti sotto la sigla Rmt.
Daily Telegraph
ed Evening Standard hanno reso noto che i rappresentanti di Rmt hanno rifiutato l’offerta di un bonus da 500 sterline (590 euro) concesso da London Underground a ogni lavoratore che deciderà di non incrociare le braccia accettando inoltre turni straordinari durante la 16 giorni olimpica.
RISCHIO RITARDI E DISSERVIZI. Se un accordo con le parti sociali non verrà raggiunto nei prossimi cinque mesi, il rischio concreto è che si creino disservizi e ritardi nella rete della metropolitana durante l’Olimpiade con ripercussioni che potrebbero essere devastanti sull’intero sistema dei trasporti della città.
La stampa britannica ha sottolineato come, a oggi, i leader di Rmt sono riusciti a trovare un accordo sui bonus da garantire ai lavoratori durante il periodo olimpico, con la maggior parte dei gestori privati che si dividono l’ampio mercato dei trasporti londinesi.
Le remunerazioni straordinarie concordate con i sindacati vanno alle 500 sterline extra assicurate da Virgin trains e Network Rail sino alle 2500 sterline che spetteranno ai lavoratori della Docklands light railway i cui convogli saranno indispensabili per raggiungere il nuovo quartiere olimpico di Stratford.
Qualora non venga raggiunta un’intesa con i vertici del Tube, tuttavia, l’intero mosaico dei trasporti londinesi potrebbe rivelarsi incompleto generando disservizi che andrebbero a ripercuotersi duramente sulla riuscita dei Giochi di Londra 2012. Un incubo tanto per Cameron quanto per Ed Milliband che potrebbero essere costretti a intervenire in prima persona per limare le divergenze con i sindacati dei lavoratori. Almeno per 16 giorni.

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