Londra, il terrore con un clic

Redazione
19/10/2010

Da Londra Alessandro Carlini Non più kamikaze che cercano di dirottare aerei carichi di passeggeri per farli schiantare contro un...

Londra, il terrore con un clic

Da Londra
Alessandro Carlini

Non più kamikaze che cercano di dirottare aerei carichi di passeggeri per farli schiantare contro un grattacielo. Il prossimo 11 settembre, hanno detto gli esperti di intelligence del Regno Unito, sarà condotto con attacchi via computer da hacker assoldati da Al Qaeda.
La rete del terrorismo internazionale pare stia arruolando giovani esperti di informatica, in particolare fra le file dei tanti universitari attratti dall’integralismo musulmano, per formare speciali cellule di “dirottatori virtuali”.
Come ha spiegato il 19 ottobre il Daily Mail, questa minaccia è stata messa nero su bianco nella National Security Strategy, il rapporto del governo britannico in cui sono contenute le minacce terroristiche cui il Paese è sottoposto.
Sono diverse le “armi” a disposizione dei cyberterroristi per abbattere un velivolo: possono usare virus, e-mail e veri e propri programmi per entrare nel sistema di controllo del traffico aereo e, da lì, scatenare l’inferno. «Non vogliamo dover aspettare il giorno in cui gli aerei cadranno e non capiremo perché», ha detto un agente dell’intelligence di Londra, citato dal quotidiano.
Lo scenario e agghiacciante: sugli schermi di una torre di controllo decine di aerei che improvvisamente scompaiono nel nulla. Ma altre forme di cyberterrorismo preoccupano le autorità britanniche. 

Ogni mese 20 mila e-mail pericolose

Nel corso di un intervento all’istituto degli studi strategici di Londra, Iain Lobban, capo dell’unità elettronica dei servizi segreti di Sua Maestà (Gchq), ha spiegato che il governo ogni mese viene “bombardato” con almeno 20 mila e-mail potenzialmente pericolose.
Di queste, circa 100 mirano esattamente a colpire la rete informatica dello Stato, mentre le altre sono casualmente finite nelle caselle di posta dei vari ministeri. «Non si tratta di una questione di sicurezza limitata allo spionaggio», ha detto Lobban, «ma di qualcosa di più ampio che riguarda tutta l’economia e che necessita una risposta molto forte».
È già in atto, quindi, «un rilevante sconvolgimento dei sistemi informatici pubblici», ha aggiunto il capo delle spie informatiche britanniche. «Il cyberspazio facilita lo spionaggio, sia da parte di Stati che di singoli criminali». 

Cameron taglia l’esercito

L’allarme è stato preso molto sul serio dal premier David Cameron che, annunciando al Parlamento i tagli drastici alla difesa, ha confermato l’investimento di 500 milioni di sterline nella lotta al terrorismo telematico. 
Ma il resto delle forze armate di Sua Maestà hanno subito una riduzione dell’8% dell’attuale budget di 36,9 miliardi di sterline. Artiglieria pesante e carri armati verranno ridotti del 40% e l’esercito perderà sette mila soldati.
Anche il personale civile del ministero della Difesa subirà pesanti riduzioni, 25 mila unità nei prossimi 10 anni. L’aeronautica perderà cinque mila dei suoi militari entro il 2013. Mentre la nave ammiraglia della Royal Navy, la Hms Ark Royal, verrà smantellata e così anche la sua flotta di jet Harrier.
La costruzione, al costo di cinque miliardi di sterline, delle due nuove portaerei Hms Queen Elizabeth e Hms Prince of Wales, andrà avanti perché, ha detto il premier puntando il dito contro la precedente amministrazione laburista, i contratti sarebbero più costosi da cancellare che da onorare. (Leggi le altre misure di austerity del governo Cameron).