Londra, l’ultimo viaggio

Vita Lo Russo
13/10/2010

Al via le udienze sugli attentati che nel 2005 causarono 52 morti.

Per la prima volta, a cinque anni dagli attentati di Al Qaeda a Londra che colpirono quasi simultaneamente i vagoni in tre stazioni della metropolitana e un autobus a due piani, sono emersi i dettagli sugli ultimi istanti di vita delle 52 persone rimaste uccise e sulle gesta eroiche di paramedici, vigili del fuoco o volontari che prestarono i primi soccorsi. Li ha rivelati il consulente di medicina legale Hugo Keith, che sta affiancando i giudici della Royal court of justice di Londra (si tratta di un’inchiesta conoscitiva in cui non c’è nessun imputato) per approfondire le circostanze in cui si svolsero gli eventi.

L’inferno di Aldgate

Alle 8.49 del mattino del 7 luglio 2005 la prima bomba esplose nella stazione Aldgate. Il treno della Circle line stava ripartendo dalla stazione nel momento dello scoppio. L’autista Timothy Batkin ha prima cercato di mettersi in contatto con il centro di controllo della metropolitana e poi, sentendo le urla dei passeggeri che provenivano dai vagoni, ha ordinato l’evacuazione.
La dottoressa Gerardine Quaghebeur a bordo del treno di Aldgate prestò i primi soccorsi ai feriti, cominciando dall’uomo che le stava a fianco, Stephen Desborough. I due poi hanno scavalcato il corpo di Lee Baisden, morto sul colpo e hanno tentato di aiutare anche Fiona Stevenson che però non è sopravvissuta all’arrivo dei paramedici. Poi ancora Carrie Taylor, una donna di 24 anni che lavorava per la Royal society of arts. Carrie era stata colpita da uno pannello che le aveva provocato gravi traumi alla testa. Steven Jones, un altro passeggero, è riuscito a distenderla sul pavimento del vagone ma alla dottoressa Quaghebeur servivano rinforzi: «C’è un altro medico?», urlò, «questa donna ha solo pochi minuti da vivere». Carrie è morta poco dopo.
Nello stesso corridoio anche Elizabeth Kenworthy, una poliziotta fuori servizio si è sfilata la giacca per fermare l’emorragia di Andrew Brown, pochi istanti prima aveva utilizzato la sua cintura per fare lo stesso con Martine Wright. Kenworthy li ha tenuti entrambi per mano, ed entrambi oggi sono vivi.

Gli eroi di Edgware

A Edgware Road, i passeggeri di un treno che viaggiava parallelamente a quello colpito da Mohammad Sidique Khan hanno rotto le finestre del loro vagone e hanno attraversato i binari per aiutare i feriti «senza pensare alla loro sicurezza» ha detto Keith nell’udienza. Due di loro, Anthony Pantling and Sandip Meisuria, hanno assistito Michael Brewster, un dipendente comunale che arrivava da Derby per un incontro di lavoro. Hanno provato a dargli dell’acqua, hanno tentato con il massaggio cardiaco e poi gli hanno fermato l’emorragia con una cravatta. Ma Brewster, 52 anni, non ce l’ha fatta.
Elizabeth Wynne-Evans, medico legale della Royal London Hospital, stava andando al lavoro quando ha trovato l’ingresso della metropolitana sbarrato. Le hanno detto degli attacchi e lei ha atteso le uscite dei primi feriti per soccorrerli, prima di decidere di scendere direttamente nella tube.

Vite spezzate

Quel giorno il traffico londinese è andato in tilt e in molti hanno dovuto cambiare i loro percorsi a causa delle esplosioni. Jennifer Nicholson, donna di 24 anni che lavorava in una casa editrice, di norma usava la Bakerloo line ma quella mattina decise di prendere la Circle line per via dei ritardi, e ha trovato la morte a Edgware. Christian Small, 28 anni, ha lasciato il suo posto a una donna nel treno che portava a Piccadilly, per morire nel treno successivo. Maria Hartley arrivava dal Lancashire per andare a un concerto, e James Mayes, 28enne di Islington, era appena ritornato dalla sua vacanza a Praga. Altre vite spezzate.
Sono 15 le persone morte per le ferite. Sam Lee, 28enne australiano, è rimasto gravemente ferito dall’esplosione dell’autobus di Tavistock Square (esploso alle 947, un’ora dopo le esplosioni in metropolitana), è sopravvissuto in ospedale per poi morire una settima più tardi. Samantha Badham e Lee Harris erano cresciuti assieme a Hereford prima di spostarsi a Tottenham, e decidere di sposarsi. Erano sul treno della Piccadilly line. Lei è morta in barella mentre i paramedici la stavano portando in superficie e lui una settimana più tardi in ospedale.
Molte persone sull’autobus di Tavistock Square erano già a conoscenza degli attacchi: alcuni, come Anat Rosenberg 39 anni e Miriam Hyman 32 anni, avevano rassicurato per telefono i familiari, non consapevoli che alle loro spalle Hasib Hussain aveva appena innescato un’altra bomba. L’inchiesta, che durerà cinque mesi, continua.