Londra paralizzata

Redazione
04/10/2010

Nuovo sciopero di 24 ore del personale della metropolitana di Londra, dopo quello di qualche settimana fa che aveva mandato...

Londra paralizzata

Nuovo sciopero di 24 ore del personale della metropolitana di Londra, dopo quello di qualche settimana fa che aveva mandato in tilt la capitale britannica.
Iniziata alle 19.30 del 3 ottobre, la manifestazione ha provocato disagi nelle linee metropolitane cittadine: tre sono state chiuse, mentre sulle altre otto si registrano ritardi e blocchi parziali. Stando alle stime del quotidiano inglese The Guardian, sono infatti oltre 3,5 milioni le persone che usano ogni giorno la tube di Londra.
I pendolari sono stati costretti ad arrangiarsi per recarsi al lavoro: bicicletta e autobus le alternative più gettonate. Alcuni si sono addirittura imbarcati sui traghetti che attraversano la città sul Tamigi.
Le autorità sono già corse ai ripari: gli autobus sono stati potenziati e sono stati organizzati punti informazione dove gruppi di volontari hanno distribuito cartine e mappe a passeggeri e turisti.
Tutte misure insufficienti, visto che la capitale inglese è piombata nel caos.
 

Braccia incrociate contro i tagli

Le organizzazioni sindacali Rmt (Members of the Rail, Maritime and Transport) e Tssa (Transport Salaried Staffs Association) che hanno indetto la protesta, contestano i previsti tagli al personale, circa 800 dipendenti, delle biglietterie della metro, affermando che queste riduzioni avranno conseguenze negative sulla sicurezza di personale e passeggeri.
Di parere opposto Howard Collins, amministratore delegato di London Underground, l’azienda che gestisce la metro di Londra, secondo il quale «i futuri cambiamenti all’interno dell’organico delle aziende non comporteranno licenziamenti automatici o tagli salariali».

“Lo sciopero ha una matrice politica”

Boris Johnson, sindaco conservatore di Londra, ha parlato di un attacco politico volto a colpire la nuova coalizione di governo e si è scagliato contro i sindacati i quali, con il supporto dei laburisti, starebbero facendo precipitare la città nell’incubo degli anni’80, quando una serie di scioperi a catena mandò ko la circolazione.
Secondo il primo cittadino, la protesta è senza senso. Sul quotidiano inglese The Daily Telegraph, Johnson ha sottolineato che «alcune biglietterie vendono meno di 10 biglietti all’ora ed è necessario quindi impiegare questi lavoratori in altri settori, per esempio sui binari, in modo da offrire ai cittadini un servizio migliore». Le stazioni, quindi, non saranno abbandonate dal personale come denunciato dai sindacati e la sicurezza sarà comunque garantita.
Johnson ha poi insistito sulla necessità di cambiare la legge che regola il diritto allo sciopero, per impedire ondate di proteste contro la manovra di austerità lanciata dal governo per fronteggiare il deficit pubblico. Per poter indire una manifestazione, questa l’idea del primo cittadino, deve essere necessario il consenso di almeno il 50% dei membri del sindacato. Una proposta che sarà ribadita il 4 ottobre in occasione della conferenza dei Tory a Birmingham.
Intanto i sindacati non si danno per vinti e hanno annunciato nuove ondate di protesta a novembre.