Londra, pulmino sui pedoni a London Bridge

Londra, pulmino sui pedoni a London Bridge

03 Giugno 2017 21.51
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Altro sangue in Gran Bretagna, ancora scossa dagli attentati a Westminster e alla Manchester Arena e a quattro giorni dalle elezioni politiche. Intorno alle 23 (ora italiana), un pulmino si è lanciato a tutta velocità sulla folla a London Bridge, nel cuore della capitale, investendo alcuni pedoni per poi terminare la sua corsa alla fine del ponte (foto). Dal furgone sono usciti tre uomini che si sono diretti verso Borough Market aggredendo a coltellate chi hanno trovato sulla loro strada. Almeno sette persone sono morte e 48 sono state ferite nell'attacco. La polizia ha poco dopo ucciso tutti e tre i killer, i quali, secondo molti testimoni, inneggiavano ad Allah. Lo Stato islamico ha rivendicato l'attentato.

Gli attimi appena dopo l'attentato su London Bridge.

La premier britannica Theresa May ha detto che il partito conservatore sospenderà la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche dell'8 giugno. La stessa cosa ha fatto il partito laburista, guidato da Jeremy Corbin. Domenica 4 giugno, in mattinata, si è riunito il comitato Cobra per la sicurezza nazionale. «La scorsa notte il nostro Paese è rimasto vittima di un altro brutale attacco terroristico», ha dichiarato May, «la polizia ha risposto con grande coraggio e un grande spirito, gli assalitori sono stati uccisi entro otto minuti dall'inizio dell'attacco».

«TRE ATTENTATI NON COLLEGATI». «Questo è il terzo attacco in tre mesi in Gran Bretagna», ha continuato, «quando è troppo è troppo, le cose devono cambiare. Gli attacchi non sono collegati, ma siamo di fronte a un nuovo trend: il terrorismo chiama il terrorismo e gli assalitori vengono ispirati da altri assalitori». Due giorni dopo l'attacco la premier ha ripreso la campagna elettorale parlando di nuovo dei fatti del 3 giugno. «L'attacco di sabato sera non era solo contro Londra ma contro il mondo libero». May ha anche ribadito che il livello di allerta anti-terrorismo resta "grave" e confermato il rafforzamento delle misure di sicurezza sui ponti di Londra con barriere a protezione dei pedoni.

«GIUSTO SPARARE PER UCCIDERE». Nel suo intervento il capo del governo britannico ha sostenuto in pieno lo "shoot to kill", lo "sparare per uccidere" i terroristi adottato dagli agenti armati di Scotland Yard per fermare i tre aggressori di Londra. May ha sottolineato infatti che questo ha permesso di salvare «innumerevoli vite» grazie anche alla tempestività delle forze dell'ordine arrivate a London Bridge in pochi minuti.

CORBYN: «MAY SI DIMETTE». Polemica feroce invece da parte del leader laburista Jeremy Corbyn, in particolare per quanto riguarda i provvedimenti di sicurezza nazionale. «Ancor prima delle elezioni di giovedì, May dovrebbe dimettersi per aver presieduto ai tagli». Corbyn in particolare si riferisce ai tagli alla polizia effettuanti quando May era ministro dell'Interno.

1. La dinamica: la folla travolta e gli accoltellamenti

Alle 23 circa ora italiana un pulmino si è lanciato su London Bridge, ponte simbolo della città, investendo diversi pedoni. Numerosi testimoni hanno visto il van, un veicolo bianco noleggiato dalla Hertz, piombare ad alta velocità, attorno agli 80 chilometri all'ora, sul marciapiede e falciare una mezza dozzina di persone. Alla fine della corsa, dal veicolo sono usciti tre aggressori che hanno accoltellato i passanti a tiro, per poi dirigersi nella zona di Borough Market, dove lo stesso commando ha continuato la sua azione di morte prima di cadere sotto i colpi della polizia. La sequenza si è consumata in pochi minuti (ne sono passati otto fra la prima telefonata di allarme e la sparatoria finale). Un terzo episodio di accoltellamento era stato registrato nell’area di Vauxhall, ma si è rivelato scollegato dall’attentato.

2. Le vittime: sette morti e 21 feriti gravi

Mark Rowley, numero uno dell'antiterrorismo di Scotland Yard, ha precisato prima dell'alba il numero delle vittime: «Sette morti e almeno 48 feriti». Oltre ai tre terroristi. Ventuno dei feriti versano in condizioni critiche. Lo riferisce la Bbc che cita l'Nhs, il servizio sanitario nazionale britannico. Alcune delle vittime sono di nazionalità francese, ed è stata accertata la morte di un cittadino canadese. Non risultano italiani coinvolti. La polizia ha accidentalmente ferito con un colpo di arma da fuoco un passante, che è stato ricoverato in ospedale e non è in pericolo di vita.

IDENTIFICATA LA PRIMA VITTIME. La prima vittima identificata è stata una ragazza canadese. Il nome Christine Archibald è stato confermato dalla sua famiglia in una breve dichiarazione inviata alla Ctv, emittente del Canada. I famigliari hanno espresso il loro dolore e ricordato il lavoro di "Chrissy" in un ospizio per senzatetto prima del trasferimento in Europa per raggiungere il fidanzato.

UN ATTENTATORE HA VISSUTO IN IRLANDA. La polizia irlandese sta collaborando con quella di Londra dopo il ritrovamento di un documento di identità irlandese su uno dei killer dell'attacco di Londra. A darne notizia è stata Sky News che ha citato proprie fonti. Il documento trovato dimostrerebbe che uno degli attentatori ha vissuto in Irlanda per qualche tempo.

3. Gli attentatori: commando di tre uomini, l'Isis rivendica

Non risultano esserci altri assalitori e non ci sono sospetti attivamente coinvolti nell’attentato in fuga. I tre uomini erano armati con coltelli dalle lunghe lame (30 centimetri, stando ad alcuni racconti) e si sono scagliati a tirare fendenti gridando: «Questo è per Allah». Erano vestiti con finti giubbotti esplosivi. Lo Stato islamico ha rivendicato l'attentato. Dodici persone sono state fermate dalla polizia nel quartiere londinese di Barking, durante un raid compiuto questa mattina in relazione all'attacco. Uno degli appartamenti perquisiti sarebbe proprio quello di uno degli attentatori.

PERQUISIZIONI E ARRESTI. Proseguono intanto le indagini. Nella mattinata del 5 giugno la polizia londinese ha fatto irruzione intorno alle 4:00 locali (le 5:00 in Italia) in altre due abitazioni in un quartiere nella zona est della capitale (a Dagenham) in relazione all'attacco terroristico. A darne notizia il Mail online. Un testimone ha detto al giornale di avere sentito una forte esplosione seguita da colpi di arma da fuoco e secondo le prime informazioni alcune persone sarebbero state arrestate.

UNO DEI TRE SEGNALATI ALLA POLIZIA. Scotland Yard sarebbe stata avvertita della radicalizzazione di uno dei tre uomini che hanno attaccato il London Bridge e il vicino Borough Market già due anni fa. La notizia è stata riportata da diversi giornali britannici che citano il racconto di una signora di origini italiane, Erica Gasparri. La donna ha detto di essersi accorta che il vicino, da tutti chiamato 'Abs' e di presunte origini pachistane, cercava di indottrinare i bambini in un parco del quartiere e che uno dei suoi tre figli era tornato a casa un giorno chiedendole di diventare 'musulmano'.

IL PRESUNTO ATTENTATORE IN UN DOCUMENTARIO. La Gasparri aveva sentito Abs proclamare che avrebbe fatto di tutto nel nome di Allah, anche uccidere la sua stessa madre. La donna aveva scattato allora alcune foto dell'uomo e le aveva portate alla polizia. Secondo quanto riportato dal Sun Abs sarebbe stato anche immortalato nel documentario di Channel 4, "The Jihadis Next Door".

Per la prima volta in un caso del genere, la polizia ha lanciato sui social queste semplici indicazioni: «Correte, nascondetevi, telefonate».

6. Gli eroi, dal tassista al poliziotto: chi ha cercato di fermare i killer

Nella follia per le strade della capitale britannica sono però emersi anche degli eroi, in alcuni casi persone comuni. Tra questi c'è anche l'agente della British Transport Police (Btp) che è stato fra i primi ad affrontare i tre aggressori ed è stato colpito in più punti. L'uomo è entrato in azione armato del solo manganello di ordinanza nonostante i terroristi impugnassero lunghi coltelli. a provato a fermare i terroristi anche un tassista che ha cercato di intercettarli e di investirli per fermarli. L'uomo, che si è presentato all'Independent come Chris, ha raccontato di aver visto un furgone bianco arrivare a circa 80 km l'ora, e poi investire deliberatamente i pedoni. «Ho detto al tizio nel mio taxi che avrei provato a colpirlo, lo avrei investito» e così «ho fatto una conversione». «Stavo per investirne uno, ma mi ha schivato e tre agenti di polizia sono arrivati correndo verso di loro con i loro manganelli in pugno».

DISPERSO UN RAGAZZO SPAGNOLO. Tra coloro che hanno provato a fermare i terroristi anche un cittadino spagnolo di 39 anni, Ignacio Echeverria, residente a Londra. Stando a quanto ha raccontato un amico Echeverria sarebbe intervenuto contro uno degli aggressori a Borough Market per difendere una donna ferita. L'ultima vota che il 39enne è stato visto era a terra ma non si sa ancora se sia tra le vittime.

5. I precedenti recenti: Westminster e Manchester

L’ennesimo attacco arriva a neppure due settimane di distanza dall'atroce attentato suicida commesso alla Manchester Arena il 22 maggio, dove Salman Abedi, giovane britannico figlio di ex rifugiati politici libici anti-Gheddafi, si era fatto esplodere fra la folla che usciva dal concerto di Ariana Grande causando 22 morti e circa 120 feriti. Ma il paragone più evidente è quello con un altro episodio avvenuto a Londra il 22 marzo, nella zona di un secondo ponte cittadino celebre, Westminster Bridge, quando un uomo, Khalid Masood, si lanciò alla guida di un Suv su un gruppo di pedoni, uccidendone cinque, per poi scendere dalla vettura e accoltellare a morte un poliziotto all'ingresso dell'adiacente palazzo del parlamento prima d'esser ucciso a sua volta da un agente armato.

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