Londra, scatti d’austerity

Redazione
20/10/2010

Di Lorenzo Berardi Il documento esiste già. Né David Cameron, né George Osborne ne hanno ancora parlato alla stampa e...

Londra, scatti d’austerity

Di Lorenzo Berardi

Il documento esiste già. Né David Cameron, né George Osborne ne hanno ancora parlato alla stampa e al Paese, ma saranno presto costretti a farlo. I numeri che le carte riportano sono nero su bianco: 490 mila posti di lavoro nel settore pubblico verranno persi entro il biennio 2014-2015 nel Regno Unito per effetto delle politiche di tagli decise dalla coalizione conservatrice-liberale.
Sono queste le previsioni ufficiose del governo. Una stima che nessun commentatore politico o analista economico si era neppure azzardato a ipotizzare. Cifre significative che, fino a ora, non erano state rivelate ai media in attesa di capire il modo migliore per comunicarle. Eppure questi dati sono già di dominio pubblico. Per ottenerli non sono occorse talpe, cimici o gole profonde. È bastata una semplice fotografia scattata da un ignaro reporter martedì 19 ottobre.

La fotografia rivelatrice

A prima vista, lo scatto non presenta nulla di particolare. La foto ritrae il segretario al Tesoro, il liberale Danny Alexander, a bordo di un’autovettura in cravatta e maniche di camicia. Lo sguardo di Alexander appare stanco e assorto. Sulle ginocchia del segretario al Tesoro, un fascicolo. Non occorre grande immaginazione per capire come si possa trattare di un documento confidenziale.
La tentazione di ingrandire l’immagine e leggere fra le righe del fascicolo è stata troppo grande per i giornalisti d’Oltremanica. E non c’è stato neppure bisogno di convocare esperti in finanza ed economia per svelarne i misteri. Ingrandendo l’immagine, è stato possibile dare una superficiale lettura alle pagine che Alexander stava consultando. Ad attirare l’attenzione una frase in neretto che ha fatto sobbalzare intere redazioni.
Vi si legge, testualmente: «l’Obr (Office for Budget Responsability, un centro governativo di previsioni economiche creato da Osborne nel maggio 2010) prevede una riduzione della forza lavoro statale pari a 490 mila unità entro il 2014-2015».

Difesa: tagli per 83 miliardi di sterline

La notizia è entrata nelle case di sei milioni di dipendenti pubblici britannici con i telegiornali della sera e ha monopolizzato le prime pagine dei quotidiani del giorno seguente, mercoledì 20 ottobre. Il Times ha quantificato il possibile impatto di questa catastrofica stima.
Un lavoratore su 12 del settore pubblico rischia di perdere il posto nei prossimi cinque anni. Un dato che ha offuscato quanto era stato rivelato poche ore prima dal primo ministro alla Camera dei Comuni nell’annunciare che il budget per la Difesa verrà ridotto dell’8% traducendosi in 42 mila esuberi nel personale militare d’ufficio di Esercito e Raf. Erano 30 anni che il Regno Unito non riduceva le spese in questo cruciale settore.
Tagli, quantificabili in 83 miliardi di sterline e che l’esecutivo considera essenziali per ripianare una parte di quei 155 miliardi di deficit che porteranno al sacrificio di decine di migliaia di posti di lavoro nei ministeri di Whitehall, 14 mila solo presso il ministero di Giustizia.
Per David Cameron che già ieri era stato attaccato in diretta televisiva dal leader laburista Ed Miliband per la politica di tagli ai servizi e al budget di spesa nazionale, è dunque il momento di comunicare alla nazione nuove e sofferte decisioni.

Mannaia sul welfare

L’imbarazzo del governo per l’involontaria gaffe di Alexander, ha convinto George Osborne ad accelerare i tempi, convocando una conferenza stampa nella quale il ministro delle Finanze è pronto a presentare il quadro completo della previsione di spesa pubblica del governo.
Stando alle indiscrezioni raccolte dal Daily Telegraph, Osborne sarà costretto ad annunciare «ulteriori tagli per 13 miliardi di sterline nel welfare, per un totale di 25 miliardi in meno destinati al settore sociale per i prossimi quattro anni».
Sempre secondo Robert Winnett e Andrew Porter, giornalisti del quotidiano: «La riduzione sarà raggiunta con una stretta ai benefit di invalidità introducendo appositi test. Coloro che saranno ritenuti capaci di lavorare perderanno i propri benefit nel caso in cui dispongano di risparmi superiori alle 16 mila sterline (circa 18 mila euro). Il governo prevede di guadagnare così 1,5 miliardi l’anno».
L’elenco dei tagli in vista non finisce qui. Il Times ha tentato un riepilogo di ciò che è già stato reso noto, ricordando così il taglio del 9% in quattro anni dei fondi per la ricerca e la riduzione del 5% delle risorse destinate all’educazione, definita «la vincitrice», cioè la meno penalizzata da questa politica di risparmi.
Neppure la Bbc sarà risparmiata dal nuovo clima di austerity cameroniana. I fondi destinati alla radio e alla televisione pubblica britannica saranno infatti ridotti del 16%.
Dietro l’aridità matematica delle percentuali si nasconde la necessità impellente di contenere i costi, ma anche il destino di almeno 550 mila lavoratori britannici che rischiano di pagare il prezzo più alto per restiture credito ai conti della nazione.