Longevità ammazza welfare

11 Aprile 2012 15.16
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L’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione mondiale? È una pessima notizia. A dirlo è il Fondo monetario internazionale (Fmi). Secondo l’istituto con sede a Washington, le implicazioni finanziarie della crescita della longevità rischiano di rivelarsi disastrose sul lungo termine: «Se nel 2050 la vita media si allungherà di tre anni rispetto alle attese attuali, i costi già ampi dell’invecchiamento della popolazione aumenteranno del 50%».
Per compensare questo andamento, secondo il Fondo, è necessario allungare l’età pensionabile, aumentare i contributi e ridurre i benefit. Non solo. I governi dovrebbero mettere in atto metodi per condividere il rischio anche con il settore privato, promuovere la crescita dei mercati e offrire una migliore informazione sulla longevità insieme a una migliore educazione finanziaria.
PREOCCUPA LA DIMINUZIONE DEGLI ASSET SICURI. Sul fronte degli asset, ha continuato il Fondo, l’incertezza, le riforme delle regole e la crisi hanno fatto impennare la domanda di quelli ritenuti più sicuri (fra i quali i Treasury statunitensi, i bund tedeschi e i bond societari). Tuttavia, la capacità del pubblico e del privato di crearli é diminuita e l’Fmi vede entro il 2016 una contrazione ulteriore per circa 9 mila miliardi di dollari: «Per mitigare i rischi alla stabilità finanziaria, le risposte politiche devono favorire una maggiore flessibilità e devono essere adottate gradualmente per evitare cambi repentini in quelli che sono definiti asset sicuri o asset meno sicuri».

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