L’oro ha perso il 15% del valore

Redazione
22/08/2012

L’oro vede calare il proprio valore e sempre più allontanarsi l’obiettivo dei 2 mila dollari l’oncia che molti analisti si...

L’oro vede calare il proprio valore e sempre più allontanarsi l’obiettivo dei 2 mila dollari l’oncia che molti analisti si attendevano per il 2012. Il bene rifugio per eccellenza ha perso circa il 15% dal picco delle quotazioni toccato quasi un anno fa a oltre 1900 dollari l’oncia.
CALA IL VALORE PERCHÉ È SCESA LA DOMANDA. Il prezzo dell’oro cala perché sta scendendo la richiesta: secondo i dati diffusi la settimana scorsa dal World Gold Council la domanda globale nel secondo trimestre 2012 è crollata del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che nasconde una realtà a due facce: da una parte gli acquisti delle banche centrali sono più che raddoppiati (da 66,2 a 157,5 tonnellate, con in primo piano gli istituti di Russia, Kazakhstan, Turchia e Ucraina che hanno incrementato le loro riserve aurifere), dall’altro la domanda è crollata in India (-38,4% a 181,3 tonnellate) e Cina (-7,47% a 144,9 tonnellate), che assieme rappresentano il 45% del mercato mondiale del metallo giallo.
TRA LA BORSA E IL MATTONE VINCE L’ORO. È proprio la richiesta d’oro di India e Cina ad aver dato benzina alle quotazioni, che alla fine degli anni Novanta viaggiavano sui 300 dollari l’oncia, cioè a un sesto dei picchi di un anno fa e a un quinto di oggi. Come spiegare la frenata della domanda cinese? Con il rallentamento economico, ma non solo. Come nota il Wall Street Journal, fino a ieri la nuova middle class cinese aveva poca scelta in fatto di investimenti: la Borsa era molto volatile e gli immobili costosi. Restava solo l’oro. Oggi il prezzo delle case è alla portata dei ceti emergenti e quello azionario si è stabilizzato. E la richiesta d’oro è di conseguenza diminuita.
GRUBB: L’INDIA POTENZIALE ACQUIRENTE. Il managing director del World Gold Council, Marcus Grubb, non è però pessimista sulle prospettive del metallo giallo da qui a fine anno. In autunno molte cose potrebbero ridare fiato alle quotazioni, dal nuovo probabile quantitive easing della Federal Reserve americana a una ripresa della potente domanda indiana. Per non parlare degli incerti sviluppi della crisi europea, mina vagante degli scenari macroeconomici anche per l’oro.